Malasanità, condannata l’Azienda Ospedaliera dei Colli: 350 mila euro ai familiari della paziente deceduta
MALASANITA’
6 agosto 2026
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Malasanità, condannata l’Azienda Ospedaliera dei Colli: 350 mila euro ai familiari della paziente deceduta

Numerose le criticità assistenziali riscontrate che, secondo la sentenza del Tribunale, avrebbero portato alla morte della donna nel 2023
Maria Imparato

Il Tribunale di Napoli ha riconosciuto la responsabilità dell’Azienda Ospedaliera dei Colli – che comprende gli ospedali Monaldi, Cotugno e CTO – per il decesso di una paziente ricoverata nell’agosto 2023. Un risultato importante per lo Studio Associato Maior nell’ambito della responsabilità sanitaria.

La sentenza

La struttura sanitaria è stata condannata al risarcimento in favore dei familiari della vittima, per una somma complessiva di circa 350.000 euro, oltre rivalutazione monetaria, interessi e spesi di giudizio.

La sentenza arriva dopo quasi tre anni dai fatti e accoglie le tesi sostenute dallo Studio Associato Maior e dai propri consulenti medico-legali, confermando quanto emerso dall’istruttoria. Secondo la ricostruzione la paziente, nonostante presentasse diversi fattori di rischio per cadute intraospedaliere, non sarebbe stata adeguatamente protetta, riportando una caduta dal letto con conseguente frattura del femore. La consulenza tecnica disposta dal Tribunale avrebbe fatto emergere ulteriori criticità: il Collegio peritale ha rilevato la mancata dimostrazione dell’adozione di tutte le procedure e misure preventive previste dalle raccomandazioni scientifiche per ridurre il rischio infettivo. I consulenti nominati dal Giudice hanno quindi ritenuto che la combinazione tra il trauma conseguente alla caduta e il successivo quadro settico di origine nosocomiale abbia determinato un progressivo peggioramento delle condizioni cliniche, fino allo scompenso cardio-respiratorio e al decesso della paziente.

Il nesso causale tra le criticità assistenziali riscontrate e la morte è stato riconosciuto anche dal Tribunale. Questo secondo il criterio civilistico del “più probabile che non”, standard di prova frequente nei casi di responsabilità sanitaria. Ad assistere la famiglia della paziente gli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo dello Studio Associato Maior, con il supporto del medico legale Dott. Marcello Lorello.

Le dichiarazioni dei legali

Questa sentenza rappresenta il riconoscimento di un lavoro approfondito e rigoroso svolto insieme ai nostri consulenti medico-legali.” Dichiarano i legali dello Studio Associato Maior . “Il Tribunale ha recepito integralmente le conclusioni tecniche che hanno evidenziato importanti criticità nella gestione del rischio clinico, dalla prevenzione delle cadute alla gestione delle infezioni correlate all’assistenza.

I legali sottolineano come tale sentenza dia prova che la sicurezza del paziente non può essere considerata un elemento secondario, ma un obbligo fondamentale della struttura sanitaria.  “Siamo soddisfatti che sia stata riconosciuta la fondatezza delle nostre tesi e che ai familiari sia stato garantito un risarcimento adeguato per una vicenda di particolare gravità.” Hanno concluso