Napoli, abusivismo commerciale: sequestrate due aziende dalla Polizia Metropolitana
L’OPERAZIONE
6 agosto 2026
L’OPERAZIONE

Napoli, abusivismo commerciale: sequestrate due aziende dalla Polizia Metropolitana

Sigilli a un’officina di gommista abusiva e a un centro illegale di recupero di rifiuti. Le due attività erano prive di autorizzazioni e tracciabilità
Maria Imparato

Prevenzione e contrasto degli illeciti ambientali, continua l’azione della Polizia Metropolitana di Napoli. Sequestrate due aziende abusive.

Le operazioni

Prosegue senza sosta l’attività di prevenzione e contrasto agli illeciti ambientali nella Terra dei Fuochi condotta dalla Polizia Metropolitana di Napoli. Gli interventi, in attuazione della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sono realizzati secondo le linee guida del Prefetto di Napoli Michele Di Bari. A capo dell’operazione la comandante Lucia Rea.

Solo nella giornata di oggi i controlli effettuati in via Giovanni Antonio Campano a Napoli hanno portato al sequestro di due distinte strutture operanti in difformità dalle norme vigenti.  Il primo intervento ha interessato un’attività di gommista abusiva. L’officina operava in assenza della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) e dell’autorizzazione allo scarico dei reflui nella pubblica fognatura. Assente anche l’iscrizione al Registro delle imprese artigiane, obbligatoria per l’esercizio dell’attività di autoriparazione.

Tali difetti hanno giustificato il sequestro amministrativo di tutte le attrezzature e dei macchinari presenti, misura propedeutica alla successiva confisca. L’esercente è stato inoltre notificato all’Autorità Giudiziaria per scarico abusivo di acque reflue industriali in fognatura e per gestione non autorizzata di rifiuti.

Un secondo e parallelo blitz ha condotto alla scoperta e successivamente al fermo di un impianto abusivo dedicato alla raccolta e al recupero di rifiuti ferrosi e non ferrosi. Anche in questo caso nessuna SCIA, nessuna autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura e completa mancanza dei registri di tracciabilità dei materiali trattati.

La seconda azione della polizia metropolitana ha condotto allo stesso epilogo: gli agenti hanno provveduto al sequestro dell’area e del materiale. Ai responsabili sono contestati i reati di gestione e raccolta di rifiuti non autorizzata e di immissione non autorizzata di scarichi in pubblica fognatura. Anche in questo caso è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria del gestore dell’impianto.