Punta Campanella, barca a tutta velocità e guidata con i piedi: il video finisce alla Capitaneria
AREA MARINA PROTETTA
10 agosto 2026
AREA MARINA PROTETTA

Punta Campanella, barca a tutta velocità e guidata con i piedi: il video finisce alla Capitaneria

Il filmato mostra una conduzione spericolata a pochi metri dalla costa e in una zona frequentata dai sub.
Marco Cirillo

Guidare un’imbarcazione ad alta velocità, a pochi metri dalla costa, arrivando perfino a condurla con i piedi mentre il mezzo procede in mare. È la scena documentata da un video finito sui social e già segnalato dall’Area Marina Protetta di Punta Campanella alla Capitaneria di Porto. Un episodio che accende nuovamente i riflettori sulla sicurezza della navigazione e sul rispetto delle regole in uno dei tratti di mare più delicati della penisola sorrentina.

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Il video
Il filmato, acquisito dall’Amp, mostra una modalità di conduzione ritenuta evidentemente inadeguata, in un’area protetta dove vengono svolte anche attività subacquee autorizzate. Per l’Area Marina Protetta non si tratta soltanto di una possibile violazione da accertare, ma di un comportamento che impone una riflessione più ampia sulla cultura della sicurezza in mare.

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Il commento
«In merito al video recentemente pubblicato sui social, nel quale un diportista viene ripreso alla guida di un’imbarcazione ad alta velocità, con modalità di conduzione del mezzo evidentemente inadeguate e in un’area protetta abitualmente interessata da attività subacquee autorizzate, l’Amp Punta Campanella aveva già provveduto qualche giorno fa a segnalare l’accaduto alle Autorità competenti, affinché siano effettuati tutti gli opportuni accertamenti», spiega la presidente dell’Amp, Carolina Mazzella.

Sicurezza a rischio
Il punto, sottolinea Mazzella, è soprattutto la sicurezza di chi condivide lo stesso spazio: «Il mare è uno spazio condiviso, nel quale la sicurezza di chi naviga deve necessariamente conciliarsi con la tutela di chi svolge attività in acqua e, in particolare, dei subacquei». Da qui la necessità di conoscere regole, distanze di sicurezza e modalità corrette per segnalare la presenza dei sub.

Il futuro del comparto nautico
Ma la questione riguarda anche il futuro del comparto nautico e turistico. «Un charterista dovrebbe essere il primo ad avere interesse a preservare l’ambiente nel quale svolge la propria attività», osserva la presidente, ricordando che il mare non è soltanto una risorsa naturale, ma «il patrimonio sul quale si fonda il futuro economico dell’intero comparto nautico e turistico».

Educazione ambientale
L’Amp chiede quindi di rafforzare la formazione, affiancando alla patente nautica un percorso obbligatorio di educazione ambientale e corretta fruizione del mare, con particolare attenzione alle aree protette e alla presenza dei subacquei. «Non si tratta soltanto di conoscere le regole, ma di comprenderne il significato: dietro ogni boa, ogni segnalazione e ogni limite di velocità può esserci la sicurezza e, talvolta, la vita di una persona».