Torre Annunziata: «Disertiamo le elezioni», l’appello del nuovo comitato
La provocazione
12 Agosto 2026
La provocazione

Torre Annunziata: «Disertiamo le elezioni», l’appello del nuovo comitato

“Commissari Siamo Noi” propone di non presentare liste e prolungare la gestione straordinaria fino al ritorno alle urne
Metropolis

Disertare le elezioni e prolungare il commissariamento finché Torre Annunziata non sarà pronta a tornare alle urne. È la proposta destinata a far discutere del nuovo comitato civico “Commissari Siamo Noi”. Il gruppo si presenta alla città dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

Al centro dell’iniziativa c’è la richiesta di una fase straordinaria per Torre Annunziata. La gestione dovrebbe restare commissariale, accompagnata da un intervento delle istituzioni contro le realtà criminali che hanno condizionato il territorio.

Il Comitato parte dalla situazione delineata negli atti dello scioglimento. Parla di una città che avrebbe bisogno di essere liberata dall’«assedio criminale-politico». L’appello è rivolto ai cittadini, alla magistratura, alle forze dell’ordine, alla stampa e alle istituzioni locali e nazionali.

L’obiettivo dichiarato è «liberare il nostro territorio» dalle presenze criminali che, secondo il gruppo, hanno compromesso per decenni la vita cittadina. Il Comitato arriva a descrivere Torre Annunziata come un «territorio occupato».

Torre Annunziata, la provocazione sulle prossime elezioni

È sul terreno politico ed elettorale, però, che arriva la proposta più dirompente. Alle prossime amministrative il Comitato chiede che «nessuno presenti nessuna lista», consentendo così alla gestione commissariale di proseguire.

La scelta viene indicata come parte di una fase eccezionale. In questo periodo bisognerebbe mettere «al centro l’interesse esclusivo della città», nell’attesa che le istituzioni possano riconsegnarla ai cittadini.

Il Comitato lega quindi il futuro ritorno alle urne alle condizioni sociali di Torre Annunziata. «I cittadini hanno il diritto di tornare a votare se le condizioni sociali lo permetteranno».
La prospettiva delineata non è dunque quella di una rinuncia definitiva al voto. È invece un rinvio della competizione elettorale attraverso la mancata presentazione delle liste. L’obiettivo è lasciare spazio alla gestione straordinaria.

I quattro portavoce e l’assemblea pubblica

A dare un volto pubblico al nuovo soggetto civico sono quattro portavoce. Si tratta di Carlo Farinelli, Giovanni Cirillo, Mattia Russo e Salvatore Aulicino Mazzei. Saranno i riferimenti per le informazioni e per il confronto con l’esterno.

Il prossimo passaggio sarà la prima assemblea pubblica. La data verrà resa nota agli organi di informazione. L’iniziativa punta così a uscire dalla dimensione dell’appello per incontrare direttamente la cittadinanza. Il Comitato intende portare nel dibattito pubblico la propria proposta.
«Commissari siamo noi: noi cittadini» è la formula scelta per sintetizzare l’identità del gruppo. Il Comitato invoca legalità, sicurezza e dignità e chiede allo Stato di restituire Torre Annunziata alla sua comunità.

Sul tavolo resta una proposta radicale: fermare temporaneamente la corsa alle urne e lasciare che il commissariamento continui. Sarà la città, a partire dall’annunciata assemblea pubblica, a confrontarsi con questa provocazione. Al centro del dibattito ci sono il rapporto tra risanamento, partecipazione democratica e ritorno al voto.