Malata di SLA chiede di morire, l'Asl gli nega il suicidio medicalmente assistito
“Coletta”, nome scelto dalla stessa persona malata per la tutela della privacy, è una donna campana di 44 anni ed…
Dopo oltre un anno di attesa, arriva dal Tribunale di Torre Annunziata un provvedimento che imprime una svolta alla vicenda di una donna affetta da Sla che ha chiesto di poter accedere al suicidio medicalmente assistito. Il giudice ha accolto il ricorso presentato dalla paziente e ha ordinato alle aziende sanitarie coinvolte di completare gli adempimenti necessari per rendere possibile la procedura, fissando anche tempi precisi per l’esecuzione di quanto disposto.
L’Associazione Luca Coscioni
A darne notizia è l’Associazione Luca Coscioni, attraverso l’avvocata Filomena Gallo. L’ordinanza arriva all’indomani dell’udienza durante la quale la donna, collegata da remoto e impossibilitata a parlare a causa della malattia, ha comunicato con il puntatore oculare. Davanti al giudice ha confermato la propria volontà e chiesto che non le fossero imposte ulteriori attese. Il nodo centrale del procedimento è stato proprio il fattore tempo. La Sla è una patologia progressiva e irreversibile e, secondo quanto riportato nell’ordinanza, il protrarsi dell’attesa avrebbe potuto incidere concretamente sulla possibilità della ricorrente di esercitare la scelta già riconosciuta come legittima.
Il commento
«Il giudice – spiega l’avvocata – ha riconosciuto che il trascorrere del tempo e l’assenza di tempi certi avrebbero compromesso il diritto della ricorrente, considerata la gravità e la progressione irreversibile della sua patologia». Il provvedimento entra quindi anche nel dettaglio degli adempimenti necessari. Il Tribunale ha ordinato alla Usl Toscana Nord Ovest di mettere a disposizione dell’Asl Napoli 3 Sud il dispositivo destinato all’autosomministrazione, già realizzato e utilizzato in un precedente caso toscano. La consegna dovrà avvenire entro sette giorni lavorativi dal 29 agosto prossimo. I costi dell’operazione, precisa l’Associazione Luca Coscioni, saranno interamente a carico dell’azienda sanitaria.
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L’udienza a settembre
La decisione non conclude però formalmente il procedimento. Il Tribunale ha infatti fissato una nuova udienza per il 24 settembre 2026, con l’obiettivo di verificare l’esecuzione di quanto stabilito. Sarà quindi in quella sede che verrà valutato lo stato di attuazione degli adempimenti ordinati alle strutture sanitarie. La vicenda si inserisce nel più ampio quadro del dibattito italiano sul suicidio medicalmente assistito e sull’applicazione concreta delle condizioni individuate dalla giurisprudenza. Nel caso specifico, il Tribunale di Torre Annunziata ha concentrato il proprio intervento sulla necessità di tradurre il riconoscimento dei requisiti della paziente in atti concreti, evitando che ostacoli di natura amministrativa o organizzativa determinino ulteriori rinvii.
Il provvedimento
«È un provvedimento importante – commenta l’avvocata Gallo – perché trasforma il riconoscimento dei requisiti della malata in obblighi concreti e tempi definiti. Dopo oltre un anno dalla sua richiesta, il tribunale ha stabilito che gli ostacoli amministrativi e organizzativi non possono continuare a impedire l’esercizio di una scelta già riconosciuta come legittima. Ora chiediamo che quanto disposto venga eseguito senza ulteriori ritardi, nel rispetto della volontà e della dignità della donna». Il prossimo passaggio sarà dunque l’attuazione concreta dell’ordinanza. Da una parte le aziende sanitarie dovranno procedere secondo le indicazioni stabilite dal giudice; dall’altra, il 24 settembre rappresenterà il momento di verifica previsto dal Tribunale. Al centro resta la volontà espressa dalla paziente e la necessità, indicata nel provvedimento, di evitare che il tempo e gli ostacoli procedurali finiscano per incidere su un diritto già riconosciuto.