Ivano Nobile disegna i volti e le storie di Napoli
NAPOLI È ARTE
17 agosto 2026
NAPOLI È ARTE

Ivano Nobile disegna i volti e le storie di Napoli

L’artista trasforma personaggi e storie della città in opere d’arte. Il progetto raccoglierà cento ritratti e diventerà anche un libro
Rita Inflorato

Raccontare Napoli attraverso i suoi volti. È questa l’idea alla base del percorso artistico di Ivano Nobile, che da tempo trasforma persone e personaggi legati alla città in vere e proprie opere d’arte.

Nei suoi lavori convivono ritratti, luoghi e simboli partenopei. Ogni opera prova così a raccontare una storia diversa. Tra i personaggi raffigurati ci sono Geolier, Sal Da Vinci, Leonardo Spinazzola, Bud Spencer, Sophia Loren e Pino Daniele. Alcune delle opere sono state anche consegnate personalmente ai loro destinatari.


Non solo personaggi famosi

Il progetto “Napoli nei Volti” guarda però anche a storie più intime. Nobile ha dedicato alcune opere a persone diventate simboli della memoria della città. Tra queste ci sono Chiara Jaconis, Francesco Pio Maimone e Annalisa Durante. Storie differenti, unite dal forte legame con Napoli e dalla volontà di non dimenticare.

L’arte diventa così anche uno strumento per conservare la memoria. Un modo per trasformare un volto in un racconto.

Cento volti per raccontare una città

Da questa esperienza nasce ora un nuovo progetto. Si chiama “100 Volti di Napoli” e punta a realizzare cento opere dedicate ad altrettanti volti della città. Non saranno soltanto personaggi conosciuti. Ogni ritratto potrà rappresentare una persona, una storia, un luogo o un elemento dell’identità napoletana.

Il percorso avrà un traguardo preciso: la pubblicazione di un libro. Al suo interno saranno raccolte le cento opere insieme alle storie dei protagonisti. Un progetto che vuole quindi andare oltre il semplice ritratto. L’obiettivo è costruire, attraverso l’arte, una testimonianza della città e della sua memoria. Napoli diventa così il filo conduttore di un viaggio fatto di volti, emozioni e storie. Cento immagini per raccontare un’identità che continua a cambiare, senza perdere il legame con le proprie radici.