Castellammare| il figlio 27enne morì in un incidente in Trentino, il papà riapre la sua pizzeria
LA STORIA
19 agosto 2026
LA STORIA

Castellammare| il figlio 27enne morì in un incidente in Trentino, il papà riapre la sua pizzeria

A due mesi dal tragico incidente sulla A22, Giuseppe Buoniconti rompe il silenzio e annuncia la riapertura della pizzeria del figlio, morto a 27 anni: «Grazie a tutti, ci siete stati vicino. Il sogno di Matteo continua».
Michele De Feo

Ci sono sogni che una tragedia non riesce a spegnere. Restano lì, dietro una serranda abbassata, dentro un forno ormai freddo, nei ricordi di chi li aveva costruiti giorno dopo giorno. E qualche volta sono proprio quei sogni a diventare l’unico modo per continuare a parlare con chi non c’è più.

Giuseppe Buoniconti, papà di Matteo, la pizzeria non è soltanto un locale. È ciò che resta del progetto di suo figlio, del ragazzo di 27 anni partito da Castellammare di Stabia per costruirsi un futuro a Bolzano. Un sogno inseguito con ostinazione, fino a trasformarlo in realtà. E che oggi il padre ha deciso di non lasciare morire. A due mesi dalla tragedia, Giuseppe ha rotto il silenzio con un video. Poche parole, ma pesanti come un macigno: la pizzeria di Matteo riapre. «Grazie a tutti, ci siete stati vicino. Rompiamo il silenzio per dire che la pizzeria di Matteo riapre, veniteci a trovare», ha detto il padre, annunciando la decisione che familiari e amici già conoscevano. Da oggi, dunque, la saracinesca di Mattè, nella Galleria Europa di Bolzano, torna ad alzarsi. E dietro quella serranda ci sarà inevitabilmente anche Matteo.

Il giovane pizzaiolo era originario di Castellammare di Stabia, ma da alcuni anni aveva scelto l’Alto Adige per inseguire il suo progetto. Dopo l’esperienza da dipendente in una pizzeria di Merano e la formazione nel mondo della pizza, aveva fatto il passo più difficile: aprire un’attività tutta sua. Nel 2025 era nata Mattè, pizzeria napoletana nel cuore di Bolzano. Un anno di lavoro, sacrifici e soddisfazioni. Aveva anche creato occupazione, arrivando ad avere cinque dipendenti. Poi, in una mattina di giugno, tutto è cambiato. Matteo era partito da Laives insieme alla compagna, 29 anni, per raggiungere l’aeroporto di Verona. Da lì avrebbe dovuto prendere un volo per tornare a Castellammare.

A casa lo aspettava una festa: il matrimonio della sorella. Una giornata che la famiglia preparava da tempo e che avrebbe dovuto riunire parenti e amici. Invece, poco dopo le sette del mattino del 16 giugno, sull’A22, all’altezza di Pastrengo, la sua auto è uscita dalla traiettoria e si è schiantata contro un camion fermo in una piazzola di sosta. Per Matteo non c’è stato nulla da fare. La fidanzata è rimasta gravemente ferita e ha dovuto affrontare un lungo percorso di cure. Il viaggio verso casa si è trasformato nel viaggio che nessun padre avrebbe mai immaginato.

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A Castellammare il matrimonio della sorella è stato annullato. A Bolzano, davanti alla pizzeria, sono comparsi fiori, candele, fotografie e messaggi. I clienti, gli amici, i commercianti della zona si sono stretti intorno alla famiglia. Matteo era diventato in poco tempo un volto conosciuto, uno di quei ragazzi che arrivano da lontano e riescono a farsi spazio con il lavoro, il sorriso e la voglia di fare. La sua morte ha lasciato due comunità unite dallo stesso dolore: quella stabiese, dove Matteo era cresciuto, e quella bolzanina, dove aveva scelto di costruire il proprio futuro. E adesso quel futuro prova a ripartire.

Non sarà una riapertura come le altre. Ogni rumore del forno, ogni pizza preparata, ogni cliente che entrerà nel locale porterà con sé il ricordo del ragazzo che aveva immaginato tutto questo. Per Giuseppe sarà probabilmente un modo per restare vicino al figlio, per continuare a dare vita a qualcosa che Matteo aveva costruito con le proprie mani.