Campi Flegrei, Buonajuto: «Mettere in sicurezza le case e sostenere le imprese per evitare lo spopolamento»
POLITICA
20 agosto 2026
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Campi Flegrei, Buonajuto: «Mettere in sicurezza le case e sostenere le imprese per evitare lo spopolamento»

Il leader di Casa Riformista presenta diversi emendamenti alla proposta di legge per le vittime del sisma
metropolisweb

Napoli. Prima le case da rendere nuovamente abitabili, poi le serrande da tenere alzate. Perché il rischio, dopo il terremoto del 31 luglio, non è soltanto quello di contare crepe, edifici sgomberati e famiglie costrette a vivere lontano dalle proprie abitazioni.

È che i Campi Flegrei – già alle prese da anni con il bradisismo – finiscano lentamente per perdere pezzi della propria comunità.

È su questo terreno che interviene Ciro Buonajuto – consigliere regionale di Casa Riformista e presidente della prima commissione consiliare – pronto a presentare alcuni emendamenti alla proposta di legge regionale destinata alle comunità colpite dal sisma.

Una partita che arriva mentre l’emergenza non è affatto archiviata: la scossa di magnitudo 4.7 del 31 luglio, la più forte registrata nell’area negli ultimi quarant’anni, ha lasciato dietro di sé un bilancio pesante.

A inizio agosto gli sfollati erano già arrivati a circa 1.700, con 691 abitazioni dichiarate inagibili.

Nei giorni successivi il numero delle persone assistite è ulteriormente cresciuto, fino a sfiorare quota 2.000 a Pozzuoli.

E mentre vigili del fuoco e tecnici continuano a verificare gli immobili, il terremoto presenta il conto anche all’economia.

Negozi e attività hanno abbassato le saracinesche, alcune strutture sono rimaste chiuse e gli operatori commerciali hanno chiesto ai Comuni misure per alleggerire il peso di tributi e costi in una fase di emergenza.

Il mercato ittico di Pozzuoli, uno dei simboli dell’economia cittadina, è rimasto chiuso dopo i danni provocati dal sisma.

È dentro questo scenario che Ciro Buonajuto prova a spostare il confronto dal terreno dell’emergenza a quello della prospettiva. «Non servono parole di circostanza, ma interventi capaci di incidere realmente sulla sicurezza e sull’economia del territorio», sostiene l’ex sindaco di Ercolano, indicando due priorità precise.

La prima riguarda commercianti, artigiani e attività produttive. L’obiettivo degli emendamenti è introdurre ristori adeguati per chi sta pagando direttamente le conseguenze del sisma.

Per lo storico delfino dell’ex premier Matteo Renzi il problema non è soltanto il danno economico subito oggi: ogni impresa che chiude significa infatti impoverire il tessuto produttivo locale e rendere più difficile la ripartenza domani: «Quando un’impresa chiude o una serranda si abbassa – sottolinea – non si perde soltanto un pezzo della storia del territorio: si indebolisce l’intera economia locale».

La seconda partita è quella delle abitazioni. L’esponente di Casa Riformista chiede contributi concreti per la prevenzione sismica e per la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare privato, così da consentire alle famiglie che hanno subito danni di tornare nelle proprie case in condizioni di sicurezza e, soprattutto, evitare che nuovi eventi possano trasformarsi in nuovi sgomberi.

Una richiesta che si inserisce in un quadro in cui la prevenzione degli edifici privati è ormai uno dei nodi centrali della gestione del bradisismo.

Già nei mesi scorsi Regione e Comuni avevano chiesto al Governo di rafforzare i contributi destinati alla riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici privati, proprio alla luce dell’evoluzione del fenomeno.

Dopo la scossa di fine luglio, la Regione Campania ha inoltre attivato un sistema dedicato per raccogliere le segnalazioni di danni alle abitazioni e avviare i sopralluoghi tecnici, mentre con una delibera del 3 agosto sono stati adottati i primi provvedimenti per l’assistenza alla popolazione.

Ma il punto politico sollevato da Ciro Buonajuto va oltre la gestione degli sfollati. È il timore che la paura possa diventare un fattore di spopolamento. Nei Campi Flegrei, infatti, il terremoto si innesta su una crisi che dura da tempo: il sollevamento del suolo prosegue dal 2005 e alla fine di luglio 2026 il valore massimo registrato al Rione Terra di Pozzuoli aveva raggiunto circa 167,5 centimetri, con circa 30 centimetri di sollevamento soltanto da gennaio 2025.

«Non possiamo lasciare indietro nessuno», dice l’ex sindaco di Ercolano, portando avanti un concetto sviluppato per 9 anni all’ombra del Vesuvio.

E la sua è una posizione che punta a tenere insieme due facce della stessa emergenza: il diritto a tornare a casa e quello a continuare a lavorare nella propria città. «Dobbiamo fare in modo che quanto accaduto non si ripeta, restituire serenità a chi è stato costretto ad abbandonare la propria casa e contrastare il rischio di spopolamento dei Campi Flegrei».

Un tema particolarmente significativo per l’ex sindaco di Ercolano, oggi approdato in Consiglio regionale dopo nove anni alla guida del Comune vesuviano. Alle regionali del novembre 2025 Buonajuto è stato eletto con Casa Riformista per la Campania raccogliendo 19.230 preferenze nella circoscrizione di Napoli, tra i candidati più votati dell’intera coalizione di centrosinistra.

Adesso, dalla Regione, prova a giocare una partita che riguarda un territorio diverso da quello vesuviano ma con una questione di fondo tutt’altro che lontana: come impedire che un’emergenza di lunga durata finisca per trasformarsi in una fuga silenziosa di residenti e attività.

«Servono meno divisioni e più responsabilità per costruire una risposta seria e condivisa», è l’appello del consigliere regionale. Perché ai Campi Flegrei, dopo l’ennesima scossa, il problema non è soltanto ricostruire ciò che il terremoto ha danneggiato. È fare in modo che, quando la paura passerà, ci sia ancora una comunità pronta a ripartire.