“Estate in salute”: dal Cardarelli i consigli sulla fotosensibilità
Non tutte le reazioni della pelle dopo l’esposizione al sole sono semplici scottature. Alcuni farmaci possono infatti aumentare la sensibilità ai raggi ultravioletti.A spiegare il fenomeno è Francesca Romano, dermatologa dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Il tema è al centro della nuova puntata di “Estate in salute”, la rubrica social dedicata alla prevenzione durante i mesi estivi.
La fotosensibilità può comparire durante terapie sistemiche o locali. «Il farmaco aumenta la sensibilità della pelle alle radiazioni ultraviolette», spiega Romano. Le reazioni possono essere diverse. Si va da arrossamenti e macchie solari fino a vere e proprie ustioni. Il rischio aumenta durante l’estate. L’esposizione ai raggi UV è infatti più lunga e la loro intensità può essere maggiore.
Quali farmaci possono provocarla
Tra le categorie maggiormente coinvolte ci sono alcuni antibiotici. La dermatologa cita in particolare tetracicline e chinolonici. Attenzione anche ai FANS, farmaci molto diffusi come ibuprofene, ketoprofene e naprossene. Si aggiungono alcuni medicinali per il diabete, antimicotici e cortisonici. La fotosensibilità può riguardare anche alcune terapie oncologiche. Tra queste vengono indicate le immunoterapie.
Particolare prudenza è necessaria per chi segue più terapie contemporaneamente. «È proprio l’interazione tra i farmaci che potrebbe aumentare la sensibilità della cute al sole», sottolinea la specialista. Questo non significa che chi assume questi medicinali svilupperà necessariamente una reazione. La prudenza resta però fondamentale.
Come proteggere la pelle
Chi assume un farmaco fotosensibilizzante dovrebbe evitare il sole nelle ore più calde. È inoltre consigliato utilizzare cappello, occhiali e indumenti protettivi. Importante anche l’utilizzo di filtri solari. La dermatologa invita inoltre a leggere il foglietto illustrativo quando si inizia una nuova terapia. In caso di dubbi è opportuno chiedere consiglio al medico. Questo permette di valutare eventuali precauzioni prima dell’esposizione.
Ma quando bisogna rivolgersi a uno specialista? In presenza di eritemi, prurito o intenso bruciore che non scompaiono spontaneamente è necessario fare attenzione. In questi casi Romano consiglia di rivolgersi al dermatologo e al medico che ha prescritto la terapia. L’obiettivo è trovare una soluzione che permetta di proseguire il trattamento senza rischi.

