Sant’Antonio Abate, allarme truffe del finto carabiniere: l’appello della sindaca Abagnale
Nuovi tentativi di truffa con il metodo del finto carabiniere sono stati segnalati sul territorio di Sant’Antonio Abate. A lanciare l’allarme è la sindaca Ilaria Abagnale, che invita i cittadini a prestare la massima attenzione e a non fornire informazioni personali durante telefonate sospette.
«A seguito di un confronto con la nostra Stazione dei Carabinieri, vi chiedo di prestare la massima attenzione a un inganno in corso sul nostro territorio», ha spiegato la prima cittadina.
Il finto “Maresciallo” e la carta d’identità
«In queste ore alcuni cittadini stanno ricevendo telefonate da parte di un finto “Maresciallo” che, con la scusa di verifiche sul presunto smarrimento della carta d’identità, chiede di confermare dati personali», ha raccontato Abagnale.
Una modalità che punta a creare un’apparenza di ufficialità e a mettere la vittima nella condizione di fornire spontaneamente dati e informazioni personali che potrebbero poi essere utilizzati per ulteriori raggiri.
La raccomandazione della sindaca è netta: «I Carabinieri non chiedono mai informazioni personali o documenti al telefono. Se ricevete una chiamata di questo tipo, chiudete subito la conversazione senza fornire alcun dato».
L’appello alle famiglie
Abagnale rivolge un appello particolare alle famiglie: «Vi chiedo la cortesia di avvisare soprattutto i parenti anziani e le persone sole, che sono spesso le vittime preferite di questi raggiri».
La prevenzione passa soprattutto dalla condivisione delle informazioni. I truffatori fanno spesso leva sulla paura, sull’urgenza e sulla solitudine delle vittime, presentandosi come appartenenti alle forze dell’ordine o utilizzando altri ruoli ritenuti autorevoli.
Cosa fare in caso di telefonata sospetta
La regola fondamentale è semplice: non lasciarsi convincere dall’urgenza della richiesta e non fornire dati personali, documenti, denaro o informazioni bancarie.
«Per qualsiasi dubbio o segnalazione, contattate direttamente il 112 o la caserma tramite i canali ufficiali» conclude la sindaca.

