Castellammare | Pazienti oncologici senza trasfusioni, l’Asl: «Servizio garantito».
Dirigenti in ferie, pazienti oncologici lasciati senza trasfusioni a domicilio: arriva la replica dell’Asl Napoli 3 Sud, che fornisce alcune precisazioni sul servizio. L’azienda sanitaria, in una nota, chiarisce innanzitutto che dalle verifiche effettuate sulla documentazione relativa alle richieste di trasfusione domiciliare pervenute dall’inizio di agosto tre richieste risultano regolarmente eseguite.
La scadenza dei programmi assistenziali
Per altri tre cittadini la situazione è invece differente. Uno è in fase di nuova attivazione, mentre per gli altri due i rispettivi Programmi assistenziali individuali (Pai) hanno scadenze diverse: uno terminerà il 23 agosto, mentre l’altro è scaduto il 14 agosto.
Per tutti i casi, precisa l’Asl, il 24 agosto è prevista la generazione dei nuovi Pai. Qualora dalla valutazione dei parametri clinici emerga l’indicazione alla trasfusione domiciliare, l’intervento sarà programmato per il giorno successivo.
La somministrazione in ospedale
L’azienda sanitaria precisa inoltre un aspetto legato alle situazioni di maggiore urgenza. «In presenza di una situazione di urgenza che richieda la somministrazione di sangue o emoderivati, il trattamento viene effettuato in ambiente ospedaliero», secondo le procedure previste.
Un servizio che non va mai in ferie
La nota interviene anche sull’organizzazione del Distretto sanitario 53 di Castellammare di Stabia, finita al centro delle segnalazioni riportate nell’articolo. L’Asl sottolinea che «il servizio medico è stato garantito senza interruzioni», con tre dirigenti medici regolarmente impegnati nelle attività istituzionali di competenza.
Il nodo riguarda dunque l’accesso al servizio domiciliare e le procedure necessarie per la sua attivazione. Un servizio particolarmente delicato per pazienti cronici e oncologici, per i quali la possibilità di ricevere le trasfusioni a casa consente di evitare spostamenti e attese nelle strutture sanitarie.
L’Asl Napoli 3 Sud ricorda che, oltre all’assistenza domiciliare, i pazienti possono effettuare le trasfusioni anche in regime ospedaliero presso i presidi di Castellammare di Stabia e Nola, dove sono presenti i servizi immunotrasfusionali. La precisazione dell’azienda arriva quindi per ricostruire il quadro delle attività assistenziali e rispondere alle preoccupazioni sollevate dalle famiglie.
L’obiettivo dichiarato è assicurare «continuità assistenziale, appropriatezza delle cure e vicinanza ai bisogni dei cittadini», con particolare attenzione alle persone affette da patologie croniche e oncologiche.

