Portici, movida violenta e rissa tra bande: la scure del prefetto sul Granatello
LA TASK FORCE
21 agosto 2026
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Portici, movida violenta e rissa tra bande: la scure del prefetto sul Granatello

Già lo scorso anno il porto era stato inserito nella zona rossa. Potenziata anche la videosorveglianza
metropolisweb

Portici. Il porto del Granatello torna sotto «stretta osservazione» dopo gli episodi di violenza e le risse tra baby gang registrate durante la «calda estate» all’ombra della Reggia.

E stavolta la risposta della Prefettura di Napoli è racchiusa in un dispositivo straordinario di controllo del territorio, pensato per presidiare il luogo-simbolo della movida di Portici e per provare a fermare la spirale di aggressioni e degrado capace di trasformare le notti al molo borbonico in un problema di ordine pubblico.

L’ordine del prefetto

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto un’intensificazione dei servizi delle forze dell’ordine dopo i recenti episodi di violenza che hanno interessato Portici, con particolare riferimento proprio alla zona del Granatello.

L’obiettivo dichiarato è netto: «Ripristinare la legalità» e contrastare ogni forma di criminalità in modo da restituire gli spazi pubblici a residenti e visitatori. Una decisione arrivata dopo una nuova estate «complicata» al Granatello.

Già nelle scorse settimane due risse – a distanza di soli quindici giorni – avevano riacceso l’allarme nella zona: giovani coinvolti, feriti costretti a ricorrere alle cure mediche e un copione ormai noto, con gruppi di ragazzi che si affrontano per motivi spesso banali e la violenza che esplode in pochi minuti.

I precedenti

Non è, insomma, la prima volta che il Granatello finisce al centro delle strategie di sicurezza.

Nell’aprile del 2025, dopo una rissa tra minorenni e la denuncia di un 21enne trovato in possesso di un coltello, la Prefettura di Napoli aveva inserito il Granatello tra le «zone rosse» di Portici, estendendo anche al cuore della movida le misure già adottate in altre aree considerate più esposte al rischio di illegalità diffusa.

Un anno dopo il problema è tutt’altro che archiviato. E la contraddizione è evidente: Portici punta sempre più sul suo fronte mare, sul turismo, sulle spiagge e sul Granatello come luogo di aggregazione, ma deve fare i conti con una movida che, soprattutto nei fine settimana, porta con sé anche un carico crescente di tensioni.

Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale guidata dal neo-sindaco Claudio Teodonno aveva già portato la questione all’attenzione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, chiedendo maggiore presenza delle pattuglie e interventi sul sistema di videosorveglianza.

Gli occhi elettronici

Proprio le telecamere rappresentano ora uno degli strumenti sui quali le istituzioni puntano per arginare il fenomeno.

La Prefettura sottolinea come gli impianti di videosorveglianza realizzati sul territorio siano frutto dello sforzo congiunto delle istituzioni e che il loro utilizzo è già parte integrante delle attività quotidiane di contrasto.

Ma al Granatello la sfida non è soltanto tecnologica. È quella di riuscire a tenere insieme una città che vuole vivere il mare e una movida che non può diventare una zona franca.

Più pattuglie, controlli coordinati, telecamere e una presenza costante delle divise: la linea scelta da Palazzo di Governo è quella della tolleranza zero. Il messaggio, dopo l’ennesima notte di violenza, è chiaro: il Granatello non può essere consegnato alla paura proprio mentre Portici prova a trasformarlo nel proprio biglietto da visita sul mare.

E adesso, dopo gli annunci e le zone rosse già sperimentate, la partita si gioca sulla capacità di fare rispettare le regole.

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