Campi Flegrei, registrati oltre 1000 terremoti in tre giorni
LO STUDIO
24 agosto 2026
LO STUDIO

Campi Flegrei, registrati oltre 1000 terremoti in tre giorni

L’analisi dell’Ingv ha individuato molti eventi non riconoscibili a occhio grazie all’intelligenza artificiale
Rita Inflorato

L’intelligenza artificiale aiuta a leggere la sismicità dei Campi Flegrei. Grazie agli algoritmi sono stati identificati oltre mille terremoti tra il 31 luglio e il 2 agosto.Gli eventi individuati sono più del doppio rispetto ai circa 450 inizialmente analizzati. Il sistema ha permesso di riconoscere anche terremoti molto piccoli.

Un sistema in fase di sperimentazione

Gli algoritmi hanno analizzato le forme d’onda registrate dall’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv. Sono stati utilizzati anche i dati della Rete accelerometrica nazionale.Il sistema è nato dalla collaborazione tra Ingv, Università di Stanford e Università Federico II di Napoli. Gli algoritmi hanno già riconosciuto oltre 50mila terremoti avvenuti tra il 2022 e il 2025. Ora la tecnologia è in fase di sperimentazione nella sala di monitoraggio dell’Ingv-Osservatorio Vesuviano.

Campi Flegrei, nuova protesta: il 26 agosto fiaccolata dei cittadini

Campi Flegrei, nuova protesta: il 26 agosto fiaccolata dei cittadini

I cittadini dei Campi Flegrei tornano in strada per chiedere risposte sull’emergenza bradisismica. L’appuntamento è per mercoledì 26 agosto alle…

L’obiettivo è affiancare gli esperti nell’analisi della sismicità. Il sistema potrebbe individuare più rapidamente anche gli eventi di magnitudo molto bassa. Questi dati potranno essere confrontati con gli altri parametri monitorati. L’analisi complessiva potrebbe aiutare a riconoscere eventuali variazioni nella dinamica del sistema vulcanico.

Ipocentri molto superficiali

Lo sciame del 31 luglio ha mostrato una caratteristica tipica dei Campi Flegrei. Tutti i terremoti analizzati hanno infatti avuto ipocentri nei primi tre chilometri. Questa profondità ridotta può spiegare la forte intensità dello scuotimento nell’area epicentrale. L’effetto tende invece ad attenuarsi rapidamente con la distanza.L’evento più energetico è stato quello di magnitudo 4.7 del 31 luglio. Si tratta del terremoto più forte registrato nell’area dall’inizio del monitoraggio sismico negli anni Settanta.

L’analisi ha evidenziato anche un meccanismo estensionale. Il piano di faglia è compatibile con quello di altri terremoti recenti. Anche il sisma di magnitudo 3.8 ha mostrato un meccanismo simile. I risultati suggeriscono la riattivazione di strutture già coinvolte nella recente sismicità della caldera.