#PHILIPS, TECNOMANIA
25 Agosto 2026

OneBlade costruisce squadra per Fortnite

Dodici finalisti, sei posti in palio e un rasoio ibrido come filo conduttore tra cura personale e cultura gaming
Gennaro Annunziata

Che cosa hanno in comune un rasoio e Fortnite? Apparentemente nulla. Uno appartiene alla routine quotidiana della cura personale, l’altro a uno degli universi digitali più frequentati e riconoscibili del gaming contemporaneo.
Philips con OneBlade ha deciso di mettere insieme questi due mondi e, dopo averli fatti incontrare all’interno di una mappa virtuale, quest’anno prova a compiere un passo ulteriore: costruire una squadra di giocatori partendo dalla community.

L’operazione nasce da Body Royale, la mappa realizzata lo scorso anno per Fortnite, costruita attorno a un’idea volutamente sopra le righe. Il campo di battaglia è un gigantesco corpo umano, tra zone ricoperte di barba e peli e riferimenti al mondo del grooming trasformati in elementi dell’esperienza di gioco. Una maniera decisamente poco convenzionale di portare un dispositivo per la cura personale dentro il linguaggio di Fortnite.
Quest’anno Philips ha deciso di non limitarsi a riproporre la formula. La mappa è rimasta, è stata aggiornata e affiancata da una nuova modalità, ma soprattutto è diventata il punto di partenza per una selezione europea destinata ad allestire la prima Philips OneBlade Squad.
Il progetto è stato annunciato a maggio con un torneo internazionale e una rete di ambassador incaricati di accompagnare i giocatori nelle diverse aree geografiche coinvolte.

In Italia l’Ambassador è il famoso gamer e streamer Dario Ferracci, in arte Moonryde.
La parte più interessante è proprio il meccanismo scelto per costruire la squadra. Non un roster deciso a tavolino e neppure la semplice sponsorizzazione di giocatori già affermati, ma un percorso progressivo che parte dalle candidature della community gaming.

La selezione coinvolge sei aree europee (DACH, Francia, Italia, Regno Unito, Benelux e Paesi nordici) e si è sviluppata attraverso tryout e successive sfide regionali. Dai primi turni sono usciti 24 giocatori; i Regional Play-In del 12 agosto hanno dimezzato il gruppo, lasciando in corsa 12 finalisti. Alla fine saranno 6 a entrare nella formazione ufficiale, fatta salva la possibilità di eventuali wildcard previste dall’organizzazione.
È questo iter a distinguere l’iniziativa dalla classica operazione promozionale legata a un videogioco. Chiunque facesse parte della community ha potuto candidarsi, giocare, superare le selezioni e arrivare potenzialmente a rappresentare il brand nella squadra finale.
Con il restringersi del gruppo dei concorrenti cambia anche il tipo di prova. Non conta più soltanto arrivare davanti agli altri in una partita. La fase degli Stream delle abilità serve a valutare 6 aspetti diversi del gioco competitivo: meccaniche e mira, lettura della partita e rotazioni, capacità di combattere nella fase centrale del match, comunicazione con i compagni, gestione della pressione e adattamento alle variazioni del meta.

Il sito ufficiale (playbodyroyale.com) associa ciascuna di queste aree a uno dei sei gamer professionisti coinvolti nel progetto.

Il calendario entra ora nella sua fase più intensa. Da domani al 30 agosto Body Royale sarà presente al Gamescom di Colonia, il più grande evento europeo dedicato ai videogiochi (per numero di visitatori e spazio per gli esibitori). È la tappa di un percorso che, nato all’interno di Fortnite, comincia così a occupare anche gli spazi fisici nei quali la cultura del gaming incontra giocatori, creator, aziende e pubblico.
Dopo Gamescom continueranno gli Skillset Stream, ma tutte le strade porteranno a Berlino. Il 12 settembre è infatti in programma il Body Royale Bootcamp Berlin, il momento nel quale i dodici giocatori rimasti dovranno contendersi i posti disponibili nella formazione definitiva.
Al centro di tutto continua comunque a esserci la mappa Body Royale. La versione principale è giocabile attraverso il codice isola 4692-8677-1152 e viene classificata da Fortnite come esperienza battle royale, fighting e free for all. Accanto alla modalità originale è arrivata anche Body Royale – Build Mode, identificata dal codice 2019-8850-3821, che introduce le meccaniche di costruzione.
In questo modo l’esperienza non rimane confinata alla competizione ufficiale, chiunque può entrare nella mappa e provare direttamente l’ambiente utilizzato come elemento centrale dell’iniziativa. La community non è invitata soltanto a guardare una serie di streamer giocare con un marchio sullo sfondo ma può entrare nello stesso spazio virtuale, esplorarlo e utilizzarlo indipendentemente dalla competizione. Per il brand è qualcosa di diverso dalla tradizionale esposizione pubblicitaria, non appare solo nel gioco, ma diventa parte del gioco.

Accanto a Philips nel progetto c’è anche Logitech G, partner ufficiale della OneBlade Squad, che fornisce periferiche e attrezzatura gaming per le diverse attività previste dal programma. Quando le prove iniziano a misurare mira, velocità di esecuzione, comunicazione e capacità di reagire sotto pressione, mouse, tastiera e headset diventano strumenti fondamentali per la prestazione.

Alla base di questa operazione di marketing c’è naturalmente il prodotto dal quale prende il nome, il OneBlade di Philips, un rasoio ibrido pensato per radere, regolare e rifinire la barba. Prima di capire perché questo incontro funziona sul piano culturale, conviene guardare l’oggetto da cui tutto parte.
La sua particolarità rispetto a un rasoio elettrico tradizionale è proprio la ricerca di un compromesso tra funzioni differenti.

La lama lavora in entrambe le direzioni e, nella versione 360, può flettersi seguendo le curve del viso. Philips dichiara una velocità di 12.000 movimenti di taglio al minuto e utilizza un sistema di doppia protezione formato da rivestimento scorrevole e punte arrotondate.

Nella confezione del OneBlade 360 QP2834/31 (in vendita su Amazon a 64,99 euro), che abbiamo avuto modo di provare, sono presenti 3 lame, 4 pettini per la barba (1, 2, 3, 5 mm) e 1 kit per il corpo.
Nell’uso la filosofia del prodotto si comprende rapidamente, OneBlade non vuole essere una lametta elettrica. Il taglio non arriva volutamente molto vicino alla pelle e questo cambia il modo in cui conviene utilizzarlo. Se l’obiettivo è una rasatura perfettamente liscia, la lametta tradizionale conserva un vantaggio; quando invece si alternano barba corta, rifinitura dei contorni e rasatura, la versatilità diventa il suo punto di forza. Radere, accorciare e disegnare i contorni con lo stesso apparecchio è una comodità concreta, soprattutto per chi non porta sempre la barba alla stessa lunghezza. OneBlade non offre il massimo risultato possibile in ogni singola operazione, ma la capacità di affrontarne diverse con lo stesso strumento.

La testina 360 mostra la sua utilità soprattutto nelle zone meno regolari del viso. Mandibola, mento e area sotto il naso richiedono meno correzioni dell’angolo della mano rispetto a una testina completamente rigida, mentre il doppio senso della lama torna utile quando bisogna definire con precisione basette e contorni.
Anche l’approccio alla barba di qualche giorno è diverso da quello di una semplice lametta. Si può prima accorciare utilizzando uno dei pettini e poi passare direttamente alla rifinitura senza cambiare apparecchio.
Il corpo è compatto, l’impugnatura ergonomica e l’apparecchio può essere utilizzato sia a secco che sulla pelle bagnata.

È impermeabile IPX7, quindi può essere sciacquato direttamente sotto il rubinetto e utilizzato anche sotto la doccia.

La batteria agli ioni di litio del QP2834/31 garantisce 60 minuti di funzionamento dopo quattro ore di ricarica.
Fin qui l’oggetto, con i suoi pregi e i suoi limiti. Rimane la domanda dalla quale siamo partiti: che cosa c’entra un rasoio con Fortnite?
La risposta non va cercata nella tecnologia. Non esiste un collegamento tecnico tra OneBlade e il gaming. Nessuna caratteristica di OneBlade rende qualcuno più bravo in un battle royale.
Il punto di incontro è piuttosto culturale. In un territorio comune fatto di stile personale, identità e community.
Per anni la comunicazione dei rasoi si è concentrata quasi esclusivamente sul risultato. Rasatura più profonda, pelle più liscia, maggiore comfort.
L’operazione Body Royale cambia completamente la prospettiva. È interessante soprattutto perché fotografa un cambiamento nel modo in cui molti marchi consumer cercano di parlare ai pubblici più giovani.
Il prodotto quasi scompare dietro un universo costruito attorno ad esso. C’è la lama, ma diventa parte dell’immaginario di Fortnite; ci sono barba e peli, ma diventano elementi di una mappa; c’è il concetto di stile, ma viene trasferito in una community abituata a raccontarsi attraverso avatar, live e social.
Essere solo visibili non basta più. Bisogna creare qualcosa che valga la pena condividere e seguire nel tempo. Una campagna può attirare attenzione per qualche settimana; una community può dare invece continuità. È questa continuità, più che la semplice presenza del logo, a rendere il progetto OneBlade interessante.
Gennaro Annunziata