Boscotrecase | Contadino immigrato muore d’infarto nei campi: aperta un’inchiesta
Contadino immigrato si accascia e muore d’infarto dal caldo e dal toppo lavoro. E’ l’ipotesi della Procura di Torre Annunziata che ha aperto un’inchiesta sul decesso di Sergiy Kurylyak, 45enne di origine ucraina morto la mattina del 25 agosto mentre lavorava nei campi di una ditta agricola di via Promiscua, a Boscotrecase in provincia di Napoli. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, il titolare dell’azienda a cui è contestato il reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro. Un fascicolo che dovrà stabilire cosa sia accaduto quella mattina e, soprattutto, se il caldo, le condizioni di lavoro o altri fattori possano avere avuto un ruolo nella morte dell’uomo. Sergiy viveva in Italia da oltre vent’anni. Era regolarmente soggiornante e aveva costruito qui la propria vita.
Sergiy Kurylyak, 45 anni
Viveva ad Ottaviano con la moglie e i due figli, assistiti dall’avvocato Alfonso Di Vuolo. Una famiglia che ora attende risposte dalla magistratura, mentre gli investigatori cercano di ricostruire gli ultimi momenti della vita dell’uomo. Erano da poco passate le 7 del mattino del 25 agosto quando Sergiy si trovava nei campi di via Promiscua. Stava lavorando. Il caldo era già intenso, ma a quell’ora la giornata era appena cominciata. Poi, improvvisamente, qualcosa si interrompe. Il datore di lavoro lo cerca per dargli da bere. Lo chiama, ma non arriva nessuna risposta. Ancora una volta. Poi la scoperta: Sergiy è riverso a terra, tra le piante.
Vengono allertati i soccorsi e sul posto arrivano anche i Carabinieri, che avviano i primi accertamenti per ricostruire quanto accaduto. La scena viene esaminata, vengono raccolti gli elementi utili all’indagine e la salma viene messa sotto sequestro. Giovedì pomeriggio è stata effettuata l’autopsia ordinata dal Pm Marta Agostini. Tra le possibilità prese in considerazione c’è quella di un arresto cardiaco. Sergiy, però, godeva di buona salute. La morte, quindi, sarebbe arrivata improvvisamente, mentre era impegnato nelle solite mansioni lavorativa. Ora ci sono i sospetti sulle condizioni nelle quali l’ucraino lavorava. Il caldo di questi giorni è uno degli elementi che gli investigatori stanno valutando.
Temperature elevate, attività fisica all’aperto e orari di lavoro rappresentano aspetti che dovranno essere ricostruiti con attenzione. Bisognerà capire quanto fosse esposto al calore, quali fossero le condizioni del terreno e dell’ambiente di lavoro, quali pause fossero previste e quali misure fossero state adottate per tutelare i lavoratori. Anche la disponibilità di acqua è un elemento che potrebbe essere approfondito. Il particolare che il datore di lavoro lo stesse cercando proprio per dargli da bere fa parte della ricostruzione di quei momenti e dovrà essere inserito nel quadro complessivo degli accertamenti. Per gli esiti dell’autopsia saranno necessari circa sessanta giorni.
Solo allora gli investigatori potranno avere elementi più definitivi sulle cause del decesso e sull’eventuale ruolo giocato dal caldo o dalle condizioni di lavoro. Nel frattempo i Carabinieri proseguono gli accertamenti. Il loro compito è ricostruire minuto dopo minuto quella mattina di agosto: quando Sergiy è arrivato nei campi, quale attività stesse svolgendo, quanto tempo avesse lavorato, quali fossero le condizioni ambientali e cosa sia successo prima che venisse trovato a terra. È una ricostruzione fatta di piccoli dettagli. Il luogo, l’orario, il caldo, il lavoro tra le piante, la chiamata del datore di lavoro e quel silenzio improvviso quando Sergiy non risponde. Un uomo che fino a pochi minuti prima era al lavoro e che poi viene trovato riverso a terra.

