Passo indietro nella lotta ai tumori, niente rinnovi dei contratti ai ricercatori
MEDICINA
31 agosto 2026
MEDICINA

Passo indietro nella lotta ai tumori, niente rinnovi dei contratti ai ricercatori

La protesta parte dal Pascale di Napoli e arriverà a Roma
Tiziano Valle

Il futuro della ricerca sanitaria campana si scontra di nuovo con il muro della precarietà. Nonostante i tentativi di mediazione e la mobilitazione degli ultimi mesi, per un gruppo di giovani ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale” di Napoli non è arrivato il rinnovo contrattuale.

Nessuna stabilizzazione

I fondi straordinari del PNRR non sono bastati a garantire la continuità lavorativa di figure professionali altamente specializzate, il cui contratto è giunto al termine senza che sia stata individuata una soluzione idonea al loro reintegro o alla stabilizzazione. La denuncia arriva dai vertici sindacali regionali, che sottolineano il forte rammarico per una vicenda che rischia di impoverire il patrimonio scientifico del territorio.

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La protesta

“C’è molta amarezza per questo epilogo perché nonostante la mobilitazione messa in campo negli ultimi mesi dalla Cgil Campania e dalla Fp Cgil Campania, e nonostante l’attenzione che la Regione Campania ha comunque dedicato per differire le prime scadenze contrattuali, non si è riusciti a trovare, almeno per il momento, una soluzione che permettesse di non disperdere queste professionalità”. Così Antimo Morlando, segretario regionale della Sanità pubblica della Fp Cgil Campania, commenta la mancata proroga per i ricercatori dell’istituto oncologico partenopeo.

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Le accuse al Governo

Secondo la ricostruzione del sindacato, l’impasse nasce principalmente dall’assenza di un intervento normativo a livello centrale che consentisse di temporeggiare e salvaguardare i posti di lavoro. Nel mirino della sigla sindacale c’è la risposta delle istituzioni nazionali rispetto all’emergenza scadenze. “Il ministero della Salute, sollecitato da diverse Regioni a individuare una soluzione ‘ponte’, ha nicchiato — sottolinea il sindacalista — dando l’ennesima dimostrazione politica che per il Governo Meloni la ricerca non è una priorità, e che si può continuare a convivere con un precariato diffuso”.

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La protesta

Di fronte a questo scenario, la mobilitazione non si fermerà a Napoli. La Cgil annuncia nuove iniziative di lotta per accendere i riflettori nazionali sul tema della valorizzazione dei talenti e della tutela del sistema sanitario pubblico. “La Cgil, su questo, la pensa in modo del tutto diverso e la nostra iniziativa, tesa a rendere la ricerca sanitaria del nostro Paese stabile e duratura, e soprattutto a contrastare la cosiddetta fuga di cervelli, continuerà già nei prossimi giorni: stiamo lavorando in queste ore con gli stessi ricercatori all’organizzazione di un presidio a Roma, per protestare — conclude Morlando — contro scelte politiche che penalizzano un settore così delicato e strategico per il Paese”.