Terremoto nei fondi Ue per l'istruzione: docenti e ricercatori nel mirino della Procura Europea
Quella che era iniziata come un'indagine locale su una dirigente scolastica dello Zen di Palermo si è trasformata in un'inchiesta…
Il futuro della ricerca sanitaria campana si scontra di nuovo con il muro della precarietà. Nonostante i tentativi di mediazione e la mobilitazione degli ultimi mesi, per un gruppo di giovani ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale” di Napoli non è arrivato il rinnovo contrattuale.
Nessuna stabilizzazione
I fondi straordinari del PNRR non sono bastati a garantire la continuità lavorativa di figure professionali altamente specializzate, il cui contratto è giunto al termine senza che sia stata individuata una soluzione idonea al loro reintegro o alla stabilizzazione. La denuncia arriva dai vertici sindacali regionali, che sottolineano il forte rammarico per una vicenda che rischia di impoverire il patrimonio scientifico del territorio.
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La protesta
“C’è molta amarezza per questo epilogo perché nonostante la mobilitazione messa in campo negli ultimi mesi dalla Cgil Campania e dalla Fp Cgil Campania, e nonostante l’attenzione che la Regione Campania ha comunque dedicato per differire le prime scadenze contrattuali, non si è riusciti a trovare, almeno per il momento, una soluzione che permettesse di non disperdere queste professionalità”. Così Antimo Morlando, segretario regionale della Sanità pubblica della Fp Cgil Campania, commenta la mancata proroga per i ricercatori dell’istituto oncologico partenopeo.
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Le accuse al Governo
Secondo la ricostruzione del sindacato, l’impasse nasce principalmente dall’assenza di un intervento normativo a livello centrale che consentisse di temporeggiare e salvaguardare i posti di lavoro. Nel mirino della sigla sindacale c’è la risposta delle istituzioni nazionali rispetto all’emergenza scadenze. “Il ministero della Salute, sollecitato da diverse Regioni a individuare una soluzione ‘ponte’, ha nicchiato — sottolinea il sindacalista — dando l’ennesima dimostrazione politica che per il Governo Meloni la ricerca non è una priorità, e che si può continuare a convivere con un precariato diffuso”.
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La protesta
Di fronte a questo scenario, la mobilitazione non si fermerà a Napoli. La Cgil annuncia nuove iniziative di lotta per accendere i riflettori nazionali sul tema della valorizzazione dei talenti e della tutela del sistema sanitario pubblico. “La Cgil, su questo, la pensa in modo del tutto diverso e la nostra iniziativa, tesa a rendere la ricerca sanitaria del nostro Paese stabile e duratura, e soprattutto a contrastare la cosiddetta fuga di cervelli, continuerà già nei prossimi giorni: stiamo lavorando in queste ore con gli stessi ricercatori all’organizzazione di un presidio a Roma, per protestare — conclude Morlando — contro scelte politiche che penalizzano un settore così delicato e strategico per il Paese”.