Il ricordo del dottor Avellino, due anni dopo la sua scomparsa: una vita per Pompei
LA MEMORIA STORICA
11 settembre 2026
LA MEMORIA STORICA

Il ricordo del dottor Avellino, due anni dopo la sua scomparsa: una vita per Pompei

Medico, filantropo e appassionato di storia: il legame con la sua città resta vivo attraverso la cultura e la solidarietà.
Vincenzo Lamberti

C’erano scaffali pieni di libri, nella casa del dottor Avellino. Volumi su Pompei, sulla sua storia, sui suoi protagonisti e sui suoi fondatori. Una collezione imponente, costruita negli anni con pazienza e passione, che raccontava meglio di qualsiasi parola il legame profondo di Nicola Avellino con la città. Non una semplice biblioteca, ma la testimonianza concreta di una vita trascorsa a cercare, studiare e custodire la memoria di Pompei.

Medico e filantropo 
A due anni dalla sua scomparsa, resta il ricordo di un uomo capace di unire professione e impegno civile: medico attento al prossimo, filantropo e instancabile cultore della storia della sua città. La medicina era il suo mestiere, la solidarietà una vocazione, Pompei una passione diventata nel tempo una vera missione.

Un sapere da condividere
Il suo sapere non rimaneva chiuso tra le mura di casa. Era condiviso con chiunque mostrasse interesse per la storia pompeiana, attraverso conversazioni, ricerche e racconti che restituivano vita a personaggi e vicende spesso dimenticati.

La Civica Benemerenza
Nel settembre del 2022, nell’Aula Consiliare del Comune di Pompei, arrivò la Civica Benemerenza, il riconoscimento per una vita dedicata alla cura del prossimo e all’amore per la città. Un momento che Attilio Pepe ricorda ancora con particolare emozione. «Ci sono persone che non si dimenticano mai. Anime rare che lasciano un’impronta eterna nella storia e nel cuore di una comunità». E di quella giornata scrive: «Starti accanto è stato per me un privilegio irripetibile, un onore immenso».

Un’eredità tra memoria e cultura
Il valore della sua eredità sta proprio nell’intreccio tra umano e culturale. Da una parte l’attività di medico e l’attenzione verso gli altri, dall’altra quella ricerca instancabile che lo aveva portato a costruire una delle più importanti collezioni private di libri sulla storia di Pompei.