Pozzuoli, Forza Italia chiede la mappa della sicurezza nelle scuole
Una fotografia aggiornata, scuola per scuola, dello stato degli edifici di Pozzuoli. È quanto chiede Carmine Morelli, segretario cittadino di Forza Italia, che ha sollecitato Comune, Città Metropolitana, Regione Campania, Protezione Civile e Struttura commissariale a rendere pubblici documenti, verifiche e tempi degli interventi dopo gli eventi sismici che hanno interessato i Campi Flegrei.«Su un tema così delicato ritengo necessario evitare due errori: alimentare allarmismi e limitarsi a rassicurazioni generiche», afferma Morelli. La richiesta è quella di predisporre entro 15 giorni una scheda per ogni edificio scolastico con l’indicazione dei documenti disponibili, delle verifiche effettuate, di quelle ancora mancanti, degli interventi necessari e dei relativi tempi.
«Non pretendiamo che in quindici giorni vengano realizzate verifiche che tecnicamente richiedono tempi più lunghi», precisa il segretario cittadino di Forza Italia. «Chiediamo una cosa molto più semplice: entro quindici giorni vogliamo sapere quali documenti esistono, quali verifiche sono state effettuate, quali mancano, quali interventi sono necessari e quali sono i tempi programmati per completarli».
Morelli chiede inoltre chiarezza sulla differenza tra sopralluoghi di agibilità dopo un terremoto e valutazioni di sicurezza o vulnerabilità sismica, oltre a un cronoprogramma straordinario per gli edifici che presentino criticità. Tra le proposte anche un Tavolo permanente per la sicurezza delle scuole, con enti competenti, dirigenti scolastici e rappresentanti di genitori e lavoratori. «Non chiediamo di chiudere indiscriminatamente le scuole. Non vogliamo creare paura. Vogliamo sapere, scuola per scuola, quali verifiche sono state effettuate e quali risultati hanno prodotto», sottolinea Morelli. La domanda rivolta alle istituzioni è una: «Su quali verifiche e su quali documenti tecnici si fonda oggi la valutazione di sicurezza di ciascuna scuola di Pozzuoli?». «A questa domanda le famiglie hanno diritto di ricevere una risposta chiara e documentata».

