Rifiuti, flop-controlli a Torre del Greco: la città «consegnata» agli incivili
L'EMERGENZA AMBIENTALE
13 settembre 2026
L'EMERGENZA AMBIENTALE

Rifiuti, flop-controlli a Torre del Greco: la città «consegnata» agli incivili

Alberto Dortucci

Torre del Greco. Gli spot e i proclami contro gli incivili dei rifiuti si sono sciolti come neve al sole, spazzati via dalla triste realtà di una città trasformata in pattumiera a cielo aperto.

Gli strombazzati caschi bianchi ambientali – la squadra di 15 vigili urbani promessa come grancassa per «stanare» i barbari della differenziata – si sono rivelati un miraggio. Salvo qualche sporadica passerella in divisa a uso e consumo dei social, non si registrano tracce di pattuglie in strada.

E il risultato della totale assenza di controlli è devastante, sotto il profilo ambientale: la città è stata letteralmente consegnata agli «specialisti» del sacchetto selvaggio. Basta un giro in pieno centro per toccare con mano il collasso dell’igiene urbana.

Le regole calpestate

L’ordinanza firmata dal sindaco Luigi Mennella parla chiaro: durante il periodo estivo è vietato depositare i rifiuti prima delle 21.

Una prescrizione puntualmente ignorata, con l’assoluta certezza dell’impunità.

I quartieri-pattumiera

E non si tratta solo dei rioni storicamente «complessi» della zona porto o delle (dimenticate) periferie: il degrado ha conquistato il «salotto buono» della città.

In via Vittorio Veneto, alle 18.45, una pila di sacchi azzurri e bianchi fa bella mostra di sé sul marciapiede, davanti ai cancelli «addobbati» dai cartelli di importanti studi professionali.

Stessa scena in via Alghero, a un tiro di schioppo dal centralissimo corso Vittorio Emanuele, con sacchetti ammassati a ridosso di un muretto su cui campeggia beffardo il cartello di «zona videosorvegliata».

E persino lungo via Circonvallazione i sacchetti giacciono abbandonati sotto i tabelloni pubblicitari e davanti a eleganti fabbricati.

Zone «chic», abitate da presunti cittadini «perbene» che non si fanno alcuno scrupolo a trasformare i propri condomini in discariche con ore d’anticipo.

Differenziata a picco

Le conseguenze del far west ambientale sono disastrose. La raccolta differenziata è colata a picco, precipitando al di sotto della soglia critica del 40%.

Un disastro che rischia di trasformarsi il prossimo anno in una nuova stangata sulla Tari.

La corsa ai ripari

Nel tentativo disperato di tamponare l’emergenza, il vicesindaco con delega all’ambiente Michele Polese ha deciso di (provare a) correre ai ripari, convocando il comandante della polizia municipale Gennaro Russo per ottenere un’immediata inversione di rotta.

L’obiettivo è trasformare finalmente in realtà gli spot propagandistici di fine ottobre, allestendo una vera e propria task force anti-incivili.

Servono pattugliamenti mirati, verbali e sanzioni a raffica per spezzare l’anarchia e ripristinare il rispetto delle modalità di conferimento.

Altrimenti la città resterà una pattumiera a cielo aperto e la Tari del 2027 sarà (ancora più) dolorosa per i contribuenti.

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