Un ponte tra Torre del Greco e Dubai: «Asse internazionale per lo sviluppo»
Torre del Greco. Un «ponte» tra Torre del Greco e Dubai per cambiare il destino economico della città. Non solo una trasferta professionale, ma l’occasione per costruire relazioni con imprenditori e broker internazionali e mettere in agenda una nuova idea di sviluppo.
È la scommessa lanciata da Carlo Riccio, il geometra-politico che ha legato la propria attività pubblica all’urbanistica, alla sicurezza e alla riqualificazione urbana. Stavolta lo sguardo va decisamente lontano: fino a Dubai come porta d’ingresso verso capitali, imprese e flussi turistici che potrebbero trovare all’ombra del Vesuvio un nuovo punto di approdo.
Durante il viaggio negli Emirati, il riferimento locale del senatore Gianluca Cantalamessa ha organizzato una serie di incontri con imprenditori e broker dubatini per avviare un confronto su una possibile partnership capace di mettere in collegamento il mondo economico emiratino con il tessuto produttivo e immobiliare di Torre del Greco.
L’obiettivo è costruire una sorta di «piano industriale» sull’asse Torre del Greco-Dubai per individuare occasioni di investimento e trasformare il patrimonio della città in una leva per attrarre capitali. Dunque, un’operazione per tenere insieme sviluppo urbano, recupero del patrimonio, turismo e internazionalizzazione. «Sono pronto con il mio piano di sviluppo e marketing territoriale – spiega Carlo Riccio -. Un programma di recupero di ampio respiro che dovrà coinvolgere grandi imprenditori e broker internazionali per la rinascita territoriale».
La parola chiave è recupero: spazi, immobili, aree urbane e una posizione strategica che la città fatica ancora a trasformare in ricchezza e occupazione.
Il progetto guarda a investitori disposti a scommettere sul mare, sul Vesuvio, sul patrimonio storico e sulle tradizioni della città. E qui entra in gioco Dubai. Non come modello da imitare, ma come mercato da raggiungere e rete internazionale da costruire.
L’idea è utilizzare i rapporti con il mondo imprenditoriale degli Emirati per aprire un canale con operatori capaci di muovere capitali e portare nuovi segmenti di turismo internazionale fuori dai circuiti consolidati. «La sfida è trasformare le relazioni in un progetto concreto – sostiene Carlo Riccio – mettendo insieme pubblico e privato, competenze locali e capitali internazionali. Una strategia che può consentire alla città di superare la gestione dell’ordinario e presentarsi sui mercati esteri con un’offerta organica».
La scommessa è già sul tavolo: fare di Dubai non soltanto una destinazione per affari, ma uno dei possibili punti di partenza per una stagione di investimenti a Torre del Greco.
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