Campi Flegrei, tir dirottati sul porto di Napoli: l’allarme di Librandi per Ischia e Procida
«La sicurezza viene prima di tutto». Gianfranco Librandi, dirigente di Forza Italia e responsabile della formazione, parte da qui. Ma alla necessità di mettere in sicurezza il territorio affianca un’altra esigenza: sapere quando sarà possibile tornare alla normalità.
L’intervento arriva dopo la lettera inviata dalla New Atec al prefetto di Napoli Michele di Bari e al Comune di Pozzuoli. Al centro ci sono le conseguenze delle misure adottate dopo la scossa del 31 luglio. «Ischia e Procida hanno bisogno di sapere quando potrà riprendere regolarmente il passaggio dei mezzi pesanti diretti al porto di Pozzuoli», sottolinea Librandi. Da qui la richiesta di «tempi certi, un cronoprogramma chiaro e informazioni puntuali agli operatori».
I tir dirottati a Napoli
L’ordinanza attualmente in vigore terminerà i suoi effetti il 19 settembre. Nel frattempo, i tir di maggiori dimensioni sono stati dirottati verso il porto di Napoli. Una soluzione che comporta maggiori costi logistici per gli operatori. Ma le conseguenze non riguardano soltanto le imprese. A risentirne è anche il trasporto dei carburanti destinati alle isole.
«Le misure adottate dopo la scossa del 31 luglio rispondono a esigenze di sicurezza che non possono essere messe in discussione», ribadisce Librandi. Proprio per questo, però, secondo l’esponente di Forza Italia è necessario conoscere lo stato degli interventi e avere indicazioni precise sui tempi del ritorno alla normalità.
Il peso su Ischia e Procida
Il protrarsi dell’incertezza rischia di diventare un problema sempre più concreto per Ischia e Procida. Le due isole dipendono da una rete di approvvigionamenti che non può permettersi rallentamenti prolungati. Ogni deviazione dei trasporti significa infatti costi aggiuntivi e una gestione più complessa delle forniture. «Il prolungarsi dell’incertezza rischia di incidere ancora di più sul sistema degli approvvigionamenti e sull’economia delle due isole», osserva Librandi.
Sicurezza e programmazione
Il tema, dunque, non è mettere in discussione le restrizioni. La priorità resta la sicurezza. Il punto è evitare che un’emergenza senza tempi definiti finisca per trasformarsi in un problema economico e organizzativo per chi vive e lavora sulle isole.
«Non è giusto che l’emergenza finisca per pesare sulle imprese e sulle famiglie di Ischia e Procida», conclude Librandi. La richiesta è quella di far procedere la messa in sicurezza insieme a una programmazione trasparente e a un confronto costante con gli operatori che ogni giorno garantiscono gli approvvigionamenti.
Perché la sicurezza ha bisogno di prudenza, ma anche di certezze. E quando un intero sistema economico resta sospeso, sapere quali sono i tempi diventa parte della stessa gestione dell’emergenza.

