Giovani all’estero, cresce il fenomeno del “Brain gain”: 4 giovani su 10 tornano in Italia
GIOVANI ALL’ESTERO
14 settembre 2026
GIOVANI ALL’ESTERO

Giovani all’estero, cresce il fenomeno del “Brain gain”: 4 giovani su 10 tornano in Italia

Tra i motivi principali: benessere personale, nostalgia dell’Italia e migliori qualità di vita al rientro
Maria Imparato

È un trend in straordinaria crescita quello dei giovani italiani rimpatriati. Solo nell’ultimo quinquennio la tendenza ha raggiunto cifre esorbitanti: 129 mila giovani italiani hanno fatto ritorno nel Bel Paese. Non più un trend sporadico, ma un’attitudine ben consolidata.

Un trend in crescita

I dati provengono da Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, grazie al suo Focus “Il rientro dei giovani dall’estero: numeri e tendenze”. I rientri in Italia ogni 100 trasferimenti all’estero erano 26 nel quinquennio 2011-2015, sono diventati 31 in quello successivo, per arrivare a 40 tra il 2021 e il 2025.

“È importante non solo favorire il rientro – ha commentato il Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro Rosario De Luca – ma anche creare le condizioni perché la scelta possa essere duratura nel tempo e per valorizzare pienamente le esperienze maturate all’estero”

I dati riguardano giovani tra i 18 e i 39 anni che hanno deciso di rientrare in Italia dopo un’esperienza all’estero. L’età media per il rientro è di 29,6 anni: giovani maturi che hanno probabilmente deciso per il rimpatrio dopo un periodo di formazione o un’esperienza professionale.  Guardando alla geografia dei rientri emerge che la maggior parte provengono da Germania e Regno Unito, con 42 rimpatri ogni 100 espatri, ben sopra la media europea, pari a 32,5.

A sorpresa, tra le destinazioni dei giovani cervelli rientrati in Italia, il Sud non è affatto fanalino di coda, con il 31,7% dei rientri.  Una classifica in cui la Campania si piazza sesta, con 8.917 rientri nell’ultimo quinquennio; una media di 35 rientri ogni 100 espatri. Rispetto al quinquennio precedente la tendenza ha registrato una crescita del 28,4%.

Una questione di benessere

Le mete di quanti scelgono di tornare in Italia suggeriscono poi un altro dato importante, confermato dall’indagine di Fondazione Studi: la decisione va spesso oltre le sole valutazioni relative alla retribuzione. Spesso la scelta riguarda il benessere personale. Infatti, sebbene la maggioranza dei rimpatriati avesse già la sicurezza di un posto di lavoro al rientro, ben il 37% ha trovato lavoro solo dopo essere tornato in Italia.  Si è rilevato che chi ha deciso di impattare e, guardandosi indietro, non si pente della propria decisione. Più del 70% si dice più soddisfatto della propria situazione personale; mentre il 53,5% considera quella professionale alla pari o migliore.