Musica, alcolici e caos sosta: le notti da incubo sul «viale»
ERCOLANO | EMERGENZA SICUREZZA
14 Settembre 2026
ERCOLANO | EMERGENZA SICUREZZA

Musica, alcolici e caos sosta: le notti da incubo sul «viale»

Un intero rione ostaggio della movida selvaggia: «Prigionieri nelle nostre case». Raffica di segnalazioni alle forze dell’ordine: «Nessuno risponde, zero controlli»
Alberto Dortucci

Ercolano. Auto in doppia fila, la carreggiata completamente occupata da gruppi di giovani fermi in mezzo alla strada, musica a tutto volume e fiumi di alcolici fino a notte fonda.

È la fotografia di viale della Mimose – la traversa di confine con via Enrico De Nicola a Torre del Greco, abitata da famiglie di professionisti e dagli ex armatori della Deiulemar compagnia di navigazione – dove l’emergenza movida continua a «nutrirsi» dell’assenza di controlli denunciata da tempo dai residenti della zona.

Le notti da incubo

L’ultimo episodio risale allo scorso weekend. Alcuni residenti sono rimasti letteralmente bloccati a metà viale, impossibilitati a proseguire proprio per la presenza contemporanea delle auto lasciate in sosta selvaggia e dei gruppi di ragazzi che avevano occupato la carreggiata.

Da qui l’ennesima raffica di telefonate alle forze dell’ordine, in particolare al 112 dei carabinieri. Segnalazioni che – secondo quanto riferito dai residenti – non hanno prodotto interventi.

«Nessuno risponde e nessuno interviene», la rabbia che accompagna una situazione diventata insostenibile per chi vive lungo il «viale». Non si tratta solo di schiamazzi o di qualche parcheggio irregolare: il problema – spiegano gli abitanti – è che per diverse ore la strada viene di fatto sottratta a chi ci vive.

Uscire, rientrare, transitare con l’auto diventa complicato.

E quando la musica e gli schiamazzi proseguono fino a tarda notte, anche restare in casa significa fare i conti con una movida che non conosce limiti.

Le denunce inascoltate

Il «viale» torna così al centro delle proteste per un fenomeno già segnalato negli anni scorsi. All’epoca erano i rifiuti, le bottiglie di birra e superalcolici, i mozziconi e i resti delle notti brave a finire sotto accusa.

Oggi il degrado si accompagna a un problema ulteriore: la strada trasformata in luogo di aggregazione senza alcun presidio, con residenti costretti a segnalare ripetutamente la situazione senza ottenere risposte adeguate.

Eppure il tema della sicurezza è già arrivato al centro del dibattito politico-istituzionale all’ombra del Vesuvio. Risse, aggressioni e atti vandalici hanno imposto all’amministrazione comunale di affrontare pubblicamente la questione legata alla «movida selvaggia».

Il sindaco Antonietta Garzia ha chiesto rinforzi al prefetto – evidenziando l’insufficienza della presenza notturna delle forze dell’ordine – e il Comune ha prolungato fino a mezzanotte il servizio della polizia municipale.

Misure che, tuttavia, sul territorio devono ancora tradursi in una percezione diversa da quella raccontata dagli abitanti del «viale».

Perché il punto non è solo il rumore provocato dalla movida. È la mancanza di un controllo capace di impedire che una strada venga occupata per ore, che la sosta selvaggia blocchi il passaggio e che i residenti debbano affidarsi a una serie di telefonate nella speranza che qualcuno intervenga.

«Siamo prigionieri nelle nostre abitazioni», la frase che sintetizza la rabbia di un intero rione. Una comunità che non chiede di cancellare la movida, ma di non essere costretta a subirla. Nel frattempo, ogni weekend, il copione si ripete.

E le segnalazioni aumentano. Fino a oggi, senza risultati o interventi di sorta.

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