Positano, incendio e frana sulla Statale: «Territorio fragile»
Il vasto incendio divampato nella notte a Positano, in località San Pietro, ha provocato anche fenomeni franosi lungo la Statale 163 Amalfitana.
L’episodio riporta l’attenzione sulla fragilità idrogeologica di Positano e, più in generale, della Costiera Amalfitana. A sottolinearlo è Lorenzo Benedetto, presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania.
Il rischio frane
«Soltanto pochi mesi fa, in occasione della frana che interessò Positano nel giugno scorso, l’Ordine dei Geologi della Campania aveva ricordato come oltre il 70% del territorio comunale ricada nelle classi di pericolosità da frana elevata e molto elevata», spiega Benedetto.
Secondo i dati citati dall’Ordine, circa il 57% della popolazione e il 61% degli edifici risultano inoltre localizzati in aree a rischio.
Gli effetti dell’incendio
In un territorio caratterizzato da questa particolare fragilità, gli effetti di un incendio potrebbero proseguire anche dopo lo spegnimento delle fiamme.
«La perdita della copertura vegetale e le modificazioni delle caratteristiche superficiali dei terreni possono alterare la risposta dei versanti alle precipitazioni», spiega Benedetto. Questo può favorire fenomeni erosivi, ruscellamento superficiale, trasporto di detriti e l’innesco o la riattivazione di fenomeni franosi.
L’arrivo delle piogge
Con l’avvicinarsi della stagione autunnale e delle prime precipitazioni significative, secondo il presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania diventa quindi particolarmente importante verificare tempestivamente le condizioni dei versanti interessati dall’incendio.

