Turismo, il Vesuvio perde colpi: estate in frenata, ora si spera nell’autunno
Torre del Greco. Il mare e il Vesuvio non bastano più. O, almeno, non bastano da soli a riempire alberghi, ristoranti e strutture ricettive come accadeva fino a poco tempo fa.
L’estate turistica lungo il Miglio d’Oro si chiude con il segno meno e gli operatori sono costretti a guardare avanti, aggrappandosi a settembre e ottobre per provare a salvare una stagione partita con il freno tirato.
La fotografia arriva dal Consorzio Costa del Vesuvio: meno presenze durante l’estate, in un quadro condizionato anche dall’instabilità internazionale.
Una frenata che non cancella l’attrattività del territorio, ma mette in evidenza un problema che ormai non può essere liquidato come semplice oscillazione stagionale. Perché il Vesuvio continua ad avere tutto: il vulcano, gli scavi di Ercolano, le ville del Miglio d’Oro, i percorsi del vino e le eccellenze gastronomiche.
Ma il punto è proprio questo: avere le attrazioni non significa automaticamente riuscire a trasformarle in presenze, pernottamenti e ricchezza per il territorio.
Adesso la scommessa si sposta sull’autunno. Le Giornate europee del patrimonio, la vendemmia e le aperture straordinarie delle dimore storiche di Torre del Greco, Ercolano, Portici e San Giorgio a Cremano rappresentano la carta che gli operatori intendono giocarsi per recuperare terreno.
Ma c’è un altro nodo, molto meno romantico, che pesa sulla capacità dell’area di intercettare turisti: i trasporti. La Circum resta uno dei punti decisivi della partita. Per gli operatori il rilancio della linea Napoli-Sorrento e, soprattutto, dello snodo di Ercolano Scavi può diventare una leva fondamentale per aumentare i flussi.
Il problema è che il turismo non aspetta. Se arrivare, spostarsi e costruire un itinerario diventa complicato, il rischio è che il visitatore scelga altro. E così un patrimonio straordinario rimane confinato dentro una cartolina, mentre altrove si corre per conquistare lo stesso turista.
Il Consorzio punta anche sulla nuova Dmo Miglio d’Oro-Costa del Vesuvio, lo strumento regionale pensato per mettere ordine nell’offerta e costruire una strategia comune. L’obiettivo è allargare il raggio oltre i soliti attrattori: dal Museo archeologico di Terzigno al sito della Longola di Poggiomarino, fino ai percorsi dedicati al vino e al pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop.
La vera sfida, però, è quella che arriva dopo l’estate. Non limitarsi a inseguire il turista quando arriva il sole, ma costruire un territorio capace di vivere di turismo dodici mesi l’anno.Per ora resta una stagione in chiaroscuro. L’estate ha rallentato, gli operatori sperano nell’autunno e il Vesuvio aspetta di tornare a fare quello che dovrebbe fare naturalmente: essere un motore, non soltanto uno sfondo.

