Grana strisce blu a Torre del Greco, i conti non tornano: «Ripristinare la sosta gratis»
PARCHEGGI | LA RIVOLTA
16 settembre 2026
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Grana strisce blu a Torre del Greco, i conti non tornano: «Ripristinare la sosta gratis»

L’affondo di Potere al Popolo dopo l’invasione di «grattini» in tutti i quartieri: «Troppi 1.300 stalli a pagamento: necessario un confronto su criteri e costi». Secondo Pap, il Capitolato consentirebbe di tagliare fino al 20% di strisce blu senza penali per il Comune
Alberto Dortucci

Torre del Greco. La pittura fresca sull’asfalto svela una «rivoluzione» pesante come un macigno sul bilancio delle famiglie.

All’ombra del Vesuvio la «mappa della rivolta» contro l’allargamento della sosta a pagamento si allarga a macchia d’olio, inghiottendo non solo le (ex) zone franche «invase» dagli stalli blu.

E tra le proteste dei residenti e la mobilitazione digitale nata per fermare la «stangata dei grattini», ora la vicenda assume contorni di pura battaglia politica.

Non proveniente dai banchi dell’opposizione di palazzo Baronale bensì dalla sezione locale di Potere al Popolo, pronta – carte alla mano -ad accendere i riflettori sulle cifre di un appalto destinato a blindare la viabilità cittadina per i prossimi sette anni.

Il passaggio di mano

Sotto la lente finisce la maxi-concessione affidata alla Publiservizi: un piano da 1.297 stalli blu complessivi. Un’invasione capillare che ha già visto spuntare 71 nuovi stalli a pagamento in quattro arterie simbolo come via Armando Diaz (26), via Fontana (21), viale Cristoforo Colombo (11) e corso Garibaldi (13), insieme alla conversione di decine di strisce bianche in zone con tariffa e grattino.

Cifre e conversioni su cui gli esponenti di Potere al Popolo stanno svolgendo dettagliati sopralluoghi, evidenziando palesi incongruenzi: «Il Comune avrebbe le mani libere per fare un passo indietro, ma sceglie di non farlo».

L’articolo 9 del Capitolato di gara – sostiene Pap – consentirebbe a palazzo Baronale di modificare l’ubicazione e il numero delle strisce blu fino a un margine del 20% in aumento o in diminuzione, senza essere costretti a corrispondere alcun indennizzo al privato.

Cancellare i 71 stalli contestati inciderebbe solo per il 5,5% sul totale: un’operazione del tutto sostenibile che la giunta guidata dal sindaco Luigi Mennella potrebbe attuare con una semplice firma, restituendo ossigeno ai quartieri.

La tassa sulla sosta

Particolarmente duro è l’attacco sulle tariffe destinate ai residenti. Se nei comuni vicini come Portici, Ercolano e San Giorgio a Cremano il pass annuale per chi abita in zona ha un costo poco più che simbolico, a Torre del Greco gli abbonamenti oscillano tra gli 80 euro al mese per una singola strada e i 100 euro per l’intero territorio.

Un «prelievo forzoso» che equivale a una spesa annua compresa tra i 960 e i 1.200 euro, senza nemmeno la garanzia di un posto riservato. «Un salasso insostenibile», attaccano da Potere al Popolo, chiedendo il ripristino immediato della gratuità e un’operazione trasparenza per verificare strada per strada la reale corrispondenza tra i rilievi di cantiere e gli atti ufficiali.

Il nodo occupazionale

Ma la vertenza della sosta non è solo una partita economica sulla pelle degli automobilisti. Sullo sfondo resta aperto il fronte occupazionale.

Il passaggio di consegne tra la vecchia concessionaria TMP e la Publiservizi coinvolge 15 lavoratori storici. Dopo pressioni e proteste è stato siglato un accordo in Comune per garantire il riassorbimento del personale con la salvaguardia dell’anzianità, l’adeguamento contrattuale e l’estensione dell’orario a 40 ore settimanali.

La mobilitazione ora si sposta in strada con volantinaggi e la proposta di un’assemblea cittadina aperta a residenti, commercianti e lavoratori per dare forza alla controffensiva popolare contro il caro-parcheggi: «Bisogna aprire un confronto pubblico su criteri e costi del servizio», l’appello dei rappresentanti di Potere al Popolo a Luigi Mennella & company.

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