Oltre 133 milioni di crediti fiscali fittizi, l’indagine partita da Somma Vesuviana
L'INCHIESTA
17 Settembre 2026
L'INCHIESTA

Oltre 133 milioni di crediti fiscali fittizi, l’indagine partita da Somma Vesuviana

Sequestri della procura per oltre 1,5 milioni di euro: nel mirino 7 persone
Andrea Ripa

Oltre 133 milioni di euro di crediti fiscali risultati fittizi e un sequestro di beni per più di 1,5 milioni. Sono i numeri dell’indagine condotta dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli e coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola, che ha portato sotto la lente degli investigatori sette amministratori di società. L’inchiesta nasce quasi per caso, durante una verifica fiscale nei confronti di una ditta individuale di Somma Vesuviana. È lì che i finanzieri si sarebbero imbattuti in un primo elemento anomalo: fatture relative a operazioni che, secondo gli accertamenti, non sarebbero mai state realmente effettuate. Documenti fiscali emessi da alcune aziende già interessate da irregolarità, società che, sempre secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero state prive di vere sedi operative e costituite e utilizzate con l’obiettivo di eludere il pagamento delle imposte.

Società cartiere per generare profitti illeciti: 25 indagati

Società cartiere per generare profitti illeciti: 25 indagati

Sant'Egidio/Nocera Inferiore/Scafati, Società cartiere per generare profitti ai danni dello Stato con milioni di euro frodati al fisco, è quanto scoperto…

Da quella prima verifica è partita un’analisi più ampia. I finanzieri della Compagnia di Casalnuovo di Napoli hanno ricostruito i rapporti tra le diverse società coinvolte, allargando progressivamente il raggio degli accertamenti. Ed è proprio seguendo la traccia delle fatture e delle dichiarazioni fiscali che sarebbe emerso un secondo livello del sistema. Nel mirino sono finite tre società, due con sede a Napoli e una a Latina, che avrebbero presentato dichiarazioni fiscali artificiose riuscendo così a far risultare l’esistenza di crediti tributari per importi milionari. Crediti che, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, sarebbero stati destinati alla successiva cessione o all’utilizzo in compensazione per abbattere indebitamente le imposte dovute.

Frode fiscale con società cartiere: 7 indagati tra Sarno e Nocera

Frode fiscale con società cartiere: 7 indagati tra Sarno e Nocera

Frode fiscale con società cartiere e autoriciclaggio: sette indagati dopo un sequestro beni per scarsi 800mila euro di qualche mese…

Il meccanismo contestato dagli investigatori ruoterebbe dunque attorno alla creazione di crediti fiscali che non avrebbero avuto una reale giustificazione economica. Una volta fatti risultare nelle dichiarazioni, questi crediti avrebbero potuto essere utilizzati come uno strumento finanziario per compensare altri debiti tributari. L’attività delle Fiamme Gialle ha consentito di bloccare crediti ritenuti inesistenti per un valore complessivo superiore a 133 milioni di euro, impedendo secondo gli investigatori che potessero essere ulteriormente utilizzati. Parallelamente è scattato il provvedimento patrimoniale nei confronti dei sette amministratori d’azienda indagati. Il sequestro ha interessato tre immobili, quote societarie e saldi attivi, per un valore complessivo superiore a 1,5 milioni di euro.

Evasione da 3,5 milioni: nel mirino 4 società cartiere, ci sono 10 indagati

Evasione da 3,5 milioni: nel mirino 4 società cartiere, ci sono 10 indagati

All'esito delle indagini dirette dalla procura di Napoli, i finanzieri del comando provinciale di Napoli hanno eseguito un decreto di…

L’obiettivo dell’intervento è quello di impedire che le risorse riconducibili alle condotte contestate possano essere sottratte alle eventuali conseguenze patrimoniali del procedimento. L’indagine della Procura di Nola punta ora a ricostruire tutti i passaggi del presunto meccanismo, individuando il ruolo delle diverse società e degli amministratori coinvolti e verificando l’effettiva consistenza delle operazioni riportate nei documenti fiscali.

Il punto di partenza, però, resta quella verifica effettuata a Somma Vesuviana. Un controllo fiscale su una singola attività ha portato i finanzieri a seguire una rete di fatture, società e dichiarazioni fino a intercettare una massa di crediti fiscali che, secondo l’ipotesi accusatoria, non sarebbe stata sostenuta da operazioni economiche reali. Una cifra enorme, quella dei 133 milioni, che restituisce la dimensione dell’operazione. Ma saranno gli ulteriori sviluppi dell’inchiesta e il procedimento giudiziario a stabilire le eventuali responsabilità individuali.