Torre Annunziata, ricorso di Cuccurullo contro lo scioglimento
Sviluppi giudiziari
18 settembre 2026
Sviluppi giudiziari

Torre Annunziata, ricorso di Cuccurullo contro lo scioglimento

Al suo fianco ex assessori e consiglieri di maggioranza
Metropolis

Il caso Torre Annunziata approda davanti alla giustizia amministrativa. L’ex sindaco Corrado Cuccurullo presenta ricorso contro lo scioglimento per infiltrazioni mafiose.

Il passaggio è maturato dopo settimane di valutazioni, affidate anche a un legale. L’iniziativa riapre sul piano giudiziario una vicenda che ha segnato la vita politica cittadina.

Accanto all’ex primo cittadino ci sarebbero componenti della maggioranza decaduta, secondo quanto filtra da Palazzo Criscuolo. Tra loro figurerebbero ex assessori ed ex consiglieri comunali.

Il decreto e il terzo commissariamento

La scelta punta a contestare presupposti, ricostruzione e conseguenze dello scioglimento. Il Governo lo ha disposto il 4 giugno 2026. Il decreto del presidente della Repubblica lo ha formalizzato l’8 giugno.

Il provvedimento ha affidato l’ente a una commissione straordinaria per diciotto mesi. Si è così aperto il terzo commissariamento per condizionamenti della criminalità organizzata nella storia di Torre Annunziata. È anche il secondo consecutivo dopo quello del 2022.

La decisione era arrivata quando l’amministrazione eletta nel giugno 2024 aveva già concluso il proprio percorso. Cuccurullo si era dimesso dopo le accuse pubbliche del procuratore Nunzio Fragliasso.

Il magistrato aveva parlato di opacità che avrebbero continuato ad attraversare la macchina comunale. L’allora sindaco aveva definito quei giudizi gravi e ingiusti. La guida dell’ente era quindi passata al commissario prefettizio. In seguito si era insediata la gestione straordinaria.

I rilievi della relazione ministeriale

La relazione ministeriale è stata notificata agli uffici nelle settimane successive. Il documento delinea legami personali e familiari, continuità con precedenti assetti politici, fragilità strutturali e criticità gestionali.

Sotto la lente sono finite le commissioni consiliari, l’urbanistica, i rifiuti, le società partecipate e il patrimonio. L’esame ha riguardato anche occupazioni abusive e videosorveglianza.

Non emerge dunque un singolo episodio, ma un insieme di rapporti, ritardi, omissioni e vulnerabilità. Secondo il Ministero dell’Interno, questo quadro avrebbe compromesso il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.

Il ricorso dovrebbe sottoporre proprio questa lettura complessiva al vaglio dei giudici.
La composizione esatta del fronte degli ex amministratori non risulta ancora pubblica. Non sono stati resi noti neppure i contenuti dell’atto.
Dal Municipio, tuttavia, trapela che l’iniziativa avrebbe superato la fase delle ipotesi. Si sarebbe quindi tradotta nel deposito formale.

Il procedimento e la gestione straordinaria

Il procedimento chiarirà quali passaggi del decreto vengano contestati. Dovrà inoltre accertare se siano state avanzate richieste cautelari.
Definirà anche lo sviluppo del contraddittorio con la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell’Interno.

Sullo sfondo resta una città affidata ai commissari. Sono chiamati a intervenire sui nodi indicati dagli ispettori e a ripristinare condizioni di piena regolarità amministrativa.

L’impugnazione non interrompe automaticamente la gestione straordinaria. Apre però un nuovo fronte sulla legittimità della misura.

Dopo il giudizio politico e istituzionale, la vicenda entra così nella fase più delicata. Saranno gli atti, le motivazioni e le prove a stabilire se lo scioglimento di Torre Annunziata debba restare in piedi.