Torre del Greco, il carro dell’Immacolata nel nome di San Francesco: Maria “Vergine fatta Chiesa”
FEDE
19 settembre 2026
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Torre del Greco, il carro dell’Immacolata nel nome di San Francesco: Maria “Vergine fatta Chiesa”

Alberto Dortucci

Torre del Greco. È nel segno di San Francesco d’Assisi il nuovo carro trionfale dedicato all’Immacolata Concezione, che accompagnerà la comunità verso le celebrazioni dell’8 dicembre 2026.

Il bozzetto – presentato oggi, 19 settembre, festa di san Gennaro, patrono della città – viene esposto nella basilica di Santa Croce e svela un progetto che intreccia la tradizione della festa con la spiritualità francescana.

Il titolo scelto per l’edizione 2026 è “Maria Vergine fatta Chiesa”, espressione tratta dalla preghiera che San Francesco rivolge alla Vergine nel Saluto alla beata Vergine Maria.

Una formula che diventa il filo conduttore dell’intera composizione e che, nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte del santo di Assisi, assume un significato particolarmente intenso.

A firmare il progetto è il maestro Francesco Scognamiglio, mentre la realizzazione sarà affidata alle mani dello storico costruttore del carro trionfale, Riccardo Lamberti.

Il risultato annunciato è un incontro tra il linguaggio ornamentale del rococò settecentesco e alcuni dei temi più profondi della tradizione francescana.

Le architetture laterali riprendono volute e cartocci tipici delle decorazioni settecentesche, richiamando quella dimensione spettacolare e insieme effimera propria delle macchine da festa. Il bianco, l’azzurro e l’oro dominano la cromia del progetto: i colori tradizionalmente associati all’Immacolata, alla purezza, al cielo e alla gloria.

Tra i cartocci dorati compaiono dodici stelle per ciascun lato. Il riferimento è all’immagine della donna dell’Apocalisse, con la corona di dodici stelle, figura che la tradizione cristiana ha riferito a Maria e, insieme, alla Chiesa.

Al centro della composizione, sotto lo stemma francescano, trova posto il monogramma mariano, a sottolineare il legame tra la Vergine e la spiritualità del santo di Assisi.

È proprio questo rapporto a costituire uno dei nuclei simbolici del carro. Francesco d’Assisi ebbe infatti una particolare devozione per Maria, che considerava avvocata e protettrice del proprio Ordine.

Nel corso dei secoli, la riflessione francescana sulla Vergine avrebbe trovato un passaggio significativo anche nella teologia di Giovanni Duns Scoto, sostenitore della preservazione di Maria dal peccato originale, tema poi definito dogmaticamente da Pio IX con la bolla Ineffabilis Deus dell’8 dicembre 1854.

La decorazione prosegue nella parte inferiore con una successione di ghirlande floreali, annodate da nastri e fiocchi, anch’esse disposte secondo il numero dodici. I fiori appartengono al repertorio ornamentale del rococò, ma nel progetto assumono anche un valore simbolico: richiamano l’immagine della bellezza di Maria cantata dall’antica antifona Tota pulchra es, Maria e, allo stesso tempo, la natura celebrata da Francesco nel Cantico delle Creature.

È proprio al Cantico che guarda un altro elemento collocato sul fronte del carro. Alcuni putti sorreggono infatti un cartiglio con i versi della celebre composizione francescana, scritta tra il 1225 e il 1226. Le stelle cantate da Francesco come «clarite et pretiose et belle» tornano così nella rappresentazione della Vergine, creando un legame tra la lode del Creato e l’iconografia mariana.

Sul fronte trova posto anche una figura a tutto tondo di san Francesco, inginocchiato in preghiera davanti alla Vergine.

È il santo del Saluto alla beata Vergine Maria, colui che chiama Maria «Vergine fatta Chiesa» e la riconosce come palazzo, tabernacolo e casa di Dio.

Il percorso simbolico del carro trova quindi il suo compimento nella parte posteriore, dove sarà riprodotta la Porziuncola, la piccola chiesa di Santa Maria degli Angeli, nella pianura di Assisi. Un luogo profondamente legato alla vicenda personale e spirituale di Francesco: qui il santo comprese la propria vocazione, qui accolse Chiara e qui, secondo la tradizione, maturò la richiesta dell’indulgenza del Perdono di Assisi. Accanto alla chiesetta si trova la Cappella del Transito, l’infermeria dove Francesco morì il 3 ottobre 1226.

Sul carro, l’interno e l’esterno della Porziuncola saranno decorati riprendendo colori e scene dell’originale, con l’obiettivo di restituire anche visivamente l’atmosfera raccolta di quel luogo. Un richiamo che acquista ulteriore attualità dopo la preghiera silenziosa che papa Leone XIV vi ha compiuto lo scorso 6 agosto, al termine della Messa celebrata con i giovani.

La Porziuncola diventa così l’ultima tappa di un racconto che parte dall’Immacolata e attraversa la spiritualità francescana. Maria, posta al centro del carro, non è soltanto la figura verso cui converge la composizione artistica, ma il tramite attraverso cui il progetto interpreta il rapporto tra Francesco, la Chiesa e Cristo.

Intanto, il cammino verso l’8 dicembre avrà anche una nuova dimensione digitale. La Basilica si prepara infatti a inaugurare nelle prossime settimane il proprio nuovo sito istituzionale, dedicato alla vita liturgica e pastorale, oltre che al patrimonio storico e artistico della chiesa.

Al suo interno sarà disponibile una sezione dedicata al carro dell’Immacolata 2026, con una versione digitale navigabile del bozzetto, approfondimenti sui simboli e un archivio delle edizioni precedenti.Un modo per portare oltre gli spazi della Basilica una tradizione profondamente radicata nella città e renderne la storia accessibile a fedeli, studiosi e visitatori.

Il carro del 2026 si prepara così a diventare non soltanto una macchina scenografica per la festa dell’Immacolata, ma un racconto per immagini costruito intorno a Maria e alla spiritualità di Francesco, nel segno degli ottocento anni dalla morte del santo di Assisi.