Eliades Ochoa, Villa Bruno a San Giorgio in delirio per la leggenda del Buena Vista Social Club
IL FESTIVAL ETHNOS
21 settembre 2026
IL FESTIVAL ETHNOS

Eliades Ochoa, Villa Bruno a San Giorgio in delirio per la leggenda del Buena Vista Social Club

metropolisweb

San Giorgio. Una notte da ricordare, di quelle in cui il concerto smette di essere soltanto musica e diventa un’esperienza collettiva: Villa Bruno ha accolto Eliades Ochoa per uno degli appuntamenti più attesi della XXXI edizione di Ethnos e si è trasformata in una grande piazza cubana.

Sold out, centinaia di persone rimaste fuori e, dentro, un pubblico trascinato dalla prima all’ultima nota dalla musica di uno degli ultimi grandi testimoni della storia del Buena Vista Social Club®.

Ottant’anni compiuti, Ochoa è oggi l’ultimo componente della formazione storica del celebre gruppo cubano ancora impegnato in concerti. Ma quella di San Giorgio a Cremano è stata una presenza ancora più speciale: l’artista non è in tournée in Italia, ma è arrivato in Campania in esclusiva per Ethnos.

Una rarità che ha reso l’appuntamento ancora più atteso e che ha spinto centinaia di persone a volere esserci, a tutti i costi.

Il saluto istituzionale del sindaco di San Giorgio a Cremano, Michele Carbone, e l’introduzione del direttore artistico di Ethnos, Gigi Di Luca, hanno aperto una serata destinata a trasformarsi rapidamente in una festa.

Appena sono partite le prime note, Villa Bruno è stata attraversata da un entusiasmo contagioso. Il pubblico ha cantato, ballato, partecipato, fino a essere coinvolto direttamente sul palco in più momenti.

Un’energia che viaggiava continuamente dagli spettatori all’artista e dalla band alla platea, in uno scambio di emozioni difficile da interrompere.

Non era soltanto il desiderio di ascoltare un grande musicista. Nella presenza di quel pubblico così numeroso c’era anche la volontà di rendere omaggio a Cuba, alla sua cultura e a una storia musicale che Ochoa continua a portare nel mondo con una forza sorprendente.

Il suo sound, le sonorità caraibiche, la chitarra e una band capace di trasformare ogni brano in una festa hanno sprigionato allegria in ogni angolo della villa.

Una serata di bellezza, dunque, costruita dall’incontro tra il luogo, l’artista, la musica e la gente. Uno di quei concerti che restano nella memoria del pubblico di Ethnos.

La tappa sangiorgese del festival aveva già visto protagonista, il giorno precedente, la guatemalteca Sara Curruchich, arrivata in città con tre momenti dedicati alla musica, ai diritti, alla cultura indigena e alla libertà.

Dal talk sul tema “Musica, identità e memoria” al concerto di etnorock fino all’incontro con circa 200 studenti alle Fonderie di Villa Bruno, la sua presenza ha aggiunto un altro importante tassello al racconto internazionale di Ethnos.