Gratteri: Jammer contro i boss e sequestri per finanziare le intercettazioni
CARCERI E CONTROLLI
21 settembre 2026
CARCERI E CONTROLLI

Gratteri: Jammer contro i boss e sequestri per finanziare le intercettazioni

Il procuratore di Napoli illustra le nuove strategie antimafia, dalla sperimentazione tecnologica nelle carceri al recupero delle risorse investigative.
Carmen Caldarelli

Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha annunciato l’avvio della sperimentazione di un dispositivo jammer in un istituto penitenziario italiano. Secondo il magistrato questo strumento rappresenta l’unico mezzo efficace per impedire ai boss mafiosi di inviare ordini all’esterno.

L’auspicio espresso dal procuratore è che tale tecnologia possa venire presto estesa ad ogni carcere presente sul territorio nazionale.

​I costi delle intercettazioni

​Durante una conferenza stampa Gratteri si è espresso riguardo al dibattito del ministro della Giustizia sui costi legati alle intercettazioni. Il recente sequestro di oltre tre milioni di euro ha permesso di coprire le spese investigative dell’intera procura per un anno.

L’importante operazione antimafia condotta nel Napoletano ha portato all’arresto di 34 persone e al sequestro di beni e orologi di valore. Il procuratore ha sottolineato che interventi di questo tipo vengono effettuati regolarmente in un anno di lavoro.​

La continuità delle indagini​

Gli uffici giudiziari partenopei proseguono le proprie attività investigative in modo autonomo.

Le indagini giudiziarie vengono portate avanti con determinazione e costanza, indipendentemente dalla presenza o dall’assenza di specifici provvedimenti normativi. Il lavoro della procura continua ogni giorno sfruttando appieno tutte le risorse materiali ed umane attualmente a propria disposizione.​