Seba e Pio Esposito in Nazionale: «Per noi Castellammare è la città più bella»
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22 settembre 2026
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Seba e Pio Esposito in Nazionale: «Per noi Castellammare è la città più bella»

I fratelli stabiesi convocati dal ct Mancini
Tiziano Valle

Dalle sfide sull’asfalto del quartiere Cicerone ai riflettori di Coverciano, la storia della famiglia Esposito si arricchisce di una pagina indimenticabile. A distanza di 26 anni dall’ultima volta che due fratelli hanno condiviso il campo in Nazionale maggiore — con Simone e Filippo Inzaghi nel lontano novembre del 2000 —, Sebastiano e Francesco Pio Esposito rompono un lungo digiuno e si ritrovano insieme nel gruppo dei convocati del commissario tecnico Roberto Mancini per le quattro sfide di Nations League in programma tra settembre e ottobre.

La conferenza stampa

I due giovani attaccanti, freschi di battesimo in maglia azzurra, si sono raccontati ai microfoni di Vivo Azzurro TV, lasciando trasparire una combinazione di genuina spensieratezza e profonda gratitudine per il traguardo raggiunto.

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La prima di Seba

Se per Pio la chiamata in Nazionale rappresenta una gradita conferma, per Sebastiano, attaccante del Sassuolo (in prestito dal Cagliari), si tratta della primissima convocazione in assoluto: «Ero in ritiro prima di una gara quando ho letto la notizia sui social. È stata una felicità indescrivibile: non mi sarei mai perdonato di non vestire questa maglia, soprattutto visto che sia Salvatore che Pio ci erano già arrivati! L’ho videochiamato subito, credeva fosse uno scherzo».

Le radici degli Esposito

L’approccio con la Nazionale maggiore porta con sé l’eredità di un passato condiviso fin dalla primissima infanzia, quando i primi tiri a un pallone venivano scagliati proprio tra i vicoli della natia Castellammare di Stabia. Ed è proprio il legame viscerale con la propria terra d’origine a rappresentare uno dei passaggi più profondi del racconto dei due fratelli. «Siamo nati e cresciuti a Castellammare di Stabia. Per noi è un orgoglio, abbiamo girato l’Italia e l’estero, ma rimane la città più bella del mondo», ha sottolineato con orgoglio Sebastiano.

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L’esempio per i giovani

Un senso di appartenenza che si traduce concretamente nel desiderio di restituire speranza ai giovani del territorio: «Quando possiamo torniamo per aiutare i ragazzi. C’è il nostro campetto al quartiere Cicerone, che abbiamo rimesso a nuovo: speriamo che aiuti i ragazzi a sfogarsi con un pallone invece di prendere brutte strade».

Dal cemento alla maglia azzurra

I suggerimenti tattici e le indicazioni sul posizionamento del corpo impartiti dal CT Mancini aiutano a preparare l’esordio casalingo contro il Belgio allo Stadio Olimpico di Roma. Ma a fare da volano alla truppa azzurra, chiamata a riscattarsi dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, c’è la naturale incoscienza di chi ha mosso i primi passi sul cemento e non ha mai smesso di sognare in grande. Per Sebastiano e Pio Esposito, l’Azzurro è la conferma che il talento, alimentato da un affetto familiare di ferro, può davvero abbattere qualsiasi ostacolo.