Maxi sequestro della guardia di finanza al patron della Juve Stabia
TRUFFA SUPERBONUS
24 settembre 2026
TRUFFA SUPERBONUS

Maxi sequestro della guardia di finanza al patron della Juve Stabia

Nel mirino crediti di imposta per 153 milioni di euro, il provvedimento eseguito dalle fiamme gialle su disposizione del gip del tribunale di Napoli. Per l'imprenditore provvedimento di interdizione emesso dalla procura di Napoli Nord.
Andrea Ripa

Quasi 153 milioni di euro di crediti d’imposta congelati nei cassetti fiscali. È la cifra enorme al centro del nuovo provvedimento della Guardia di Finanza nei confronti di due società del settore edile riconducibili all’imprenditore Alfredo Guerri, proprietario e presidente della Juve Stabia. Il sequestro è stato disposto dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura di Napoli, e riguarda crediti fiscali che gli investigatori ritengono generati illecitamente attraverso il meccanismo del Superbonus 110%.

L’indagine si concentra su un arco temporale compreso tra il 2021 e il 2024 e su 64 cantieri. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i crediti sarebbero stati creati attestando interventi edilizi che, in diversi casi, non sarebbero mai stati eseguiti oppure sarebbero stati realizzati soltanto in parte. È il cuore della contestazione: trasformare sulla carta lavori edilizi in crediti fiscali spendibili, anche quando quei lavori non avrebbero avuto, secondo l’accusa, una corrispondenza reale con quanto dichiarato nella documentazione.

Truffe superbonus, sequestro per società di Guerri, patron della Juve Stabia

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Coinvolge la società del patron della Juve Stabia Alfredo Guerri l'inchiesta della Guardia di Finanza di Giugliano in Campania e della Procura…

IL MECCANISMO DEI CREDITI

La parte più delicata dell’inchiesta riguarda proprio la successiva circolazione dei crediti. Secondo gli investigatori, una volta generati, i crediti sarebbero stati destinati a entrare nel circuito delle cessioni previsto dalla normativa sul Superbonus. Il passaggio da una società all’altra avrebbe consentito di trasferire i crediti dietro compenso e di avviarli verso la monetizzazione. In questo modo, sempre secondo l’ipotesi investigativa, crediti formalmente collegati a interventi edilizi avrebbero assunto una parvenza di regolarità, diventando potenzialmente utilizzabili in compensazione oppure ulteriormente cedibili. Un meccanismo che, se confermato nelle successive fasi dell’inchiesta, avrebbe consentito di trasformare crediti privi dei necessari presupposti in una sorta di disponibilità finanziaria da far circolare nel sistema. Il sequestro riguarda proprio i crediti ancora giacenti nei cassetti fiscali. L’intervento della Guardia di Finanza punta così a impedirne l’ulteriore utilizzo o trasferimento.

IL PRECEDENTE DI LUGLIO

Il nuovo provvedimento arriva a distanza di pochi mesi da un’altra importante operazione giudiziaria che aveva coinvolto Guerri e il suo gruppo imprenditoriale. A luglio la Guardia di Finanza aveva eseguito un sequestro preventivo da 14,55 milioni di euro nell’ambito di un’indagine sul Superbonus coordinata dalla Procura di Napoli Nord. In quel procedimento erano state coinvolte le società Domus e Gold e l’ipotesi contestata era quella di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Secondo gli investigatori di quella precedente indagine, crediti fiscali sarebbero stati generati in relazione a lavori mai avviati e successivamente ceduti a società riconducibili all’indagato, con l’obiettivo di monetizzarli attraverso ulteriori cessioni. La vicenda aveva inevitabilmente avuto riflessi anche sul mondo della Juve Stabia, acquisita da Guerri nel giugno 2026 attraverso Domus. La società sportiva aveva precisato che l’inchiesta riguardava vicende relative a lavori edilizi e che non avrebbe influito sull’attività del club.

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ORA I 153 MILIONI

Il nuovo fronte investigativo porta però la cifra dei crediti oggetto del provvedimento a un livello enormemente superiore.Quasi 153 milioni di euro sono ora sotto sequestro perché ritenuti, allo stato delle indagini, illecitamente generati e ancora disponibili nei cassetti fiscali delle società interessate. Gli accertamenti dovranno stabilire, cantiere per cantiere, quali lavori siano stati effettivamente eseguiti, quali risultino soltanto parzialmente realizzati e quali, invece, siano rimasti sulla carta. Sarà inoltre necessario ricostruire la successiva movimentazione dei crediti, individuando i soggetti che li hanno ricevuti e le eventuali operazioni di cessione e monetizzazione.

Il procedimento è nella fase delle indagini e le contestazioni dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria nelle successive fasi. Il sequestro preventivo non equivale a un accertamento definitivo di responsabilità. Ma il nuovo intervento della Guardia di Finanza riporta nuovamente al centro della scena il patrimonio di crediti fiscali collegati al Superbonus e il sistema delle cessioni che, secondo l’ipotesi degli investigatori, sarebbe stato utilizzato per far circolare anche crediti privi dei presupposti necessari.

 

INTERDIZIONE PER GUERRI

Figura l’imprenditore Alfredo Guerri, proprietario e presidente della società sportiva Juve Stabia, tra le due persone per le quali la Procura di Napoli Nord (procuratore aggiunto Mariella Di Mauro), al termine di indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Giugliano in Campania, ha chiesto e ottenuto dal gip il divieto di esercitare imprese e, per l’altro indagato, un ingegnere, il divieto di esercitare la professione tecnica. Le misure cautelari sono frutto dell’indagine che lo scorso luglio ha portato i finanzieri di Giugliano a sequestrare crediti d’imposta inesistenti (per oltre 14 milioni) e il complesso aziendale e le quote di due società: la Domus srl e la Gloria Holding srl, entrambe con sede a Napoli. Secondo gli inquirenti attestando lavori edili in diversi condominii in realtà mai eseguiti, inquadrati nel cosiddetto decreto rilancio, hanno emesso fatture certificando addirittura fantomatici avanzamenti degli interventi. Il rappresentante dell’impresa, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe trasmesso le pratiche all’Enea e una volta acquisito il visto di conformità, ha inviato la documentazione necessaria per generare i crediti d’imposta sui cassetti fiscali dei singoli condomini subito ceduti alla sua stessa impresa che li ha monetizzati cedendoli altre società e agli istituti di credito.