La statua e le reliquie di San Bartolo Longo nelle parrocchie di Pompei
Otto giorni per riportare San Bartolo Longo nelle strade e nella comunità di Pompei, prima di affidare alla città la…
Poggiomarino ha una nuova opera d’arte. È la “Parthenope Sireni”, scultura in bronzo realizzata dal maestro Domenico Sepe, installata il 21 settembre alle 12 nell’ambito della seconda edizione de «La Città Invisibile». Una sirena che arriva in città e porta con sé un pezzo di mito, ma anche un messaggio legato alla memoria e alla capacità di un territorio di raccontarsi attraverso l’arte. L’opera entra infatti a far parte del patrimonio artistico e culturale di Poggiomarino, al termine di un percorso dedicato alla valorizzazione dell’identità della comunità.
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Parthenope, figura mitologica legata alla tradizione partenopea, diventa così il punto di incontro tra passato e presente. La scultura di Sepe guarda alla leggenda, ma attraverso il bronzo assume una dimensione contemporanea, trasformandosi in un elemento destinato a dialogare con la città e con chi la attraversa.L’opera rappresenta la sirena come simbolo di bellezza, identità, memoria e rinascita. Un’immagine che nel progetto culturale vuole diventare anche metafora dello sviluppo e della valorizzazione del territorio. L’installazione rappresenta inoltre uno degli ultimi appuntamenti della seconda edizione de «La Città Invisibile», progetto ideato e diretto da Sergio Sivori e finanziato con fondi della Città Metropolitana di Napoli.
Un percorso che ha avuto come filo conduttore la riscoperta della dimensione culturale e artistica di Poggiomarino e che ora si avvia verso la conclusione con un’opera destinata a rimanere oltre la durata del progetto.Alla cerimonia era presente il maestro Domenico Sepe, autore della scultura, insieme ai rappresentanti istituzionali Gabriella D’Orso, Vincenzo Chietti e Teresa Lanzeri. A rendere ancora più significativo il momento anche la presenza degli studenti delle scuole del territorio, chiamati a confrontarsi direttamente con un’opera d’arte contemporanea inserita nello spazio della propria città.
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È proprio questo uno degli elementi caratterizzanti dell’iniziativa: portare l’arte fuori dai luoghi tradizionalmente deputati alla cultura e farla diventare parte della quotidianità di una comunità. La Parthenope di Sepe diventa così un nuovo segno urbano di Poggiomarino. Un’opera che mette insieme la forza del mito e la sensibilità contemporanea e che, attraverso la sua presenza, punta a rafforzare il rapporto tra arte, memoria e territorio. Con l’installazione della scultura si chiude idealmente un altro capitolo de «La Città Invisibile»: ciò che era nato come percorso culturale lascia ora una traccia concreta nella città, affidando al bronzo di Parthenope il compito di raccontare una comunità attraverso la sua identità e il suo patrimonio.