Maiori. Rilasciate in mare 4 tartarughe, una prende il nome di Mc Tominay
Una folla silenziosa, quasi trattenendo il respiro per l'emozione, ha fatto da ala stamattina sull'arenile di Maiori al ritorno in…
Maiori non è soltanto una delle cartoline più riconoscibili della Costiera Amalfitana. È un luogo che vive di contrasti: il mare che detta il ritmo delle giornate, la montagna che custodisce antiche tradizioni, il centro cittadino che si muove tra turismo internazionale e quotidianità locale. Una città che, negli ultimi anni, ha iniziato a interrogarsi sul proprio futuro. È da questa consapevolezza che parte il racconto di Lucia Mammato, vicesindaco e assessore al turismo, eventi e tradizioni locali, che negli studi di Metropolis ha portato una visione chiara: Maiori deve imparare a vivere tutto l’anno, non soltanto nei mesi in cui il sole riempie le spiagge e i traghetti affollano il porto. «Maiori è il comune più grande della Costiera Amalfitana», ricorda Mammato, quasi a voler fissare un punto di partenza.
Un territorio che non si esaurisce nella bellezza naturale, ma che custodisce un patrimonio culturale spesso sottovalutato: il Palazzo Mezzacapo, con i suoi giardini ottocenteschi; l’Abbazia di Santa Maria de Olearia, gioiello medievale incastonato nella roccia; le torri normanne che punteggiano la costa; i luoghi rosselliniani che hanno fatto da set al neorealismo.Non stupisce, dunque, che Maiori sia oggi la seconda città della Costiera per presenze turistiche. òUn risultato importante, ma non sufficiente. «Il nostro obiettivo è destagionalizzare», spiega Mammato, «offrire servizi e opportunità che rendano il territorio attrattivo anche quando l’estate finisce».
Maiori. Rilasciate in mare 4 tartarughe, una prende il nome di Mc Tominay
Una folla silenziosa, quasi trattenendo il respiro per l'emozione, ha fatto da ala stamattina sull'arenile di Maiori al ritorno in…
La nuova amministrazione ha scelto di partire da un concetto semplice: fare rete. «Lavoriamo con associazioni, imprenditori, albergatori. La differenza oggi la fanno i servizi», sottolinea il vicesindaco. E i servizi, a Maiori, stanno cambiando volto. Sono arrivate navette elettriche attive tutto il giorno, anche in orario notturno. Sono stati potenziati i collegamenti via mare. E soprattutto si sta lavorando a una digitalizzazione turistica che permetta al visitatore di orientarsi, scoprire, muoversi con facilità: mappe interattive, percorsi culturali, informazioni in tempo reale sui trasporti e sulle iniziative.
Un modo per rendere la città più accessibile e più connessa alle altre perle della Costiera, da Ravello ad Atrani, creando un sistema integrato che accompagni il turista e lo inviti a restare.Tra le iniziative che più raccontano la volontà di destagionalizzare c’è il Carnevale di Maiori, una manifestazione storica che quest’anno si terrà dal 7 al 14 febbraio.Carri allegorici, scambi con Viareggio, una rete nazionale che valorizza le eccellenze locali: un evento che porta movimento in un periodo considerato “morto” e che, come sottolinea Mammato, «fa tornare il turista, non solo per una cartolina, ma per vivere davvero il territorio».
Il Carnevale diventa così un ponte tra tradizione e futuro, un’occasione per allungare la stagione lavorativa e coinvolgere giovani e operatori locali.Il vicesindaco insiste su un punto: l’identità. «Il turista deve essere affascinato non solo dalla cartolina, ma dalla realtà del territorio», dice.E invita tutti a vivere Maiori nelle sue piazze, nel mercato del venerdì, nelle manifestazioni culturali, nei rapporti con i cittadini. Una comunità che accoglie e che si sente parte del progetto.La città si presenta così: preziosa, dinamica, consapevole del proprio valore. E pronta a mostrarsi in tutte le stagioni, non solo d’estate.Un invito che non riguarda solo i turisti, ma anche chi vive il territorio: perché Maiori, oggi, sta cercando un nuovo passo. E vuole farlo insieme alla sua comunità.
Il progetto Meraviglie
Maiori è capofila del progetto regionale “Meraviglie, i sentieri dei sensi”, insieme ad Atrani, Conca dei Marini e Furore. Un percorso che mette al centro i cinque sensi e le eccellenze dei territori.Nel racconto di Lucia Mammato, il progetto “Meraviglie, i sentieri dei sensi” non è soltanto un’iniziativa finanziata dalla Regione Campania, ma un vero e proprio manifesto culturale. È la prova che la Costiera Amalfitana può essere vissuta anche lontano dall’estate, quando il mare si ritira in silenzio e il territorio torna a mostrarsi nella sua forma più autentica.
Maiori, comune capofila, ha scelto di interpretare questo progetto come un’occasione per riscoprire la propria anima. «Abbiamo voluto parlare dei sentieri e dei sensi», spiega Mammato, «perché il territorio non si visita soltanto con gli occhi: si ascolta, si tocca, si assaggia, si respira».Il primo appuntamento in programma il 17 ottobre, è costruito come un viaggio lento, quasi rituale. I turisti saranno accompagnati lungo i sentieri dei limoni, tra i terrazzamenti che disegnano la montagna e raccontano secoli di lavoro contadino. Qui il paesaggio non è solo scenografia: è memoria collettiva. È il luogo dove l’oro giallo della Costiera – il celebre limone sfusato – ha plasmato economia, tradizioni, perfino il carattere delle famiglie che da generazioni custodiscono questi giardini sospesi.
Il percorso risponderà al senso dell’udito grazie alla musica popolare, che seguirà i visitatori come un filo narrativo. Non sarà un semplice accompagnamento, ma una colonna sonora che richiama le radici del territorio: tammorre, canti antichi, ritmi che un tempo scandivano le giornate dei contadini. Poi ci sarà il gusto, affidato allo chef locale Roberto Russo, che preparerà sul momento granite di limone, dolci agrumati, assaggi che raccontano la biodiversità della Costiera. Non una degustazione qualsiasi, ma un modo per trasformare il prodotto simbolo del territorio in esperienza sensoriale. Il tatto entrerà in scena attraverso le ceste dei limoni, ricostruite come un tempo: intrecci di vimini, corde, strumenti che ricordano la fatica delle scale di pietra, quando ogni raccolta era un viaggio verticale tra mare e montagna.
XXII edizione di "Un libro sotto le stelle": il sold out tra Positano e Vietri sul Mare
Quattro appuntamenti, altrettanti sold out e una straordinaria partecipazione di pubblico. Si chiude con un bilancio altamente positivo la XXII…
Il progetto, però, non si limita a Maiori. Coinvolge Atrani, Conca dei Marini e Furore, ognuno con una propria identità sensoriale: il fico d’India, i prodotti marinari, le tradizioni artigiane. Un mosaico che restituisce la complessità della Costiera, spesso raccontata solo attraverso il turismo balneare. «Meraviglie è un progetto che crea economia, cultura e comunità», sottolinea Mammato. E la ricaduta è evidente: più eventi, più presenze, più opportunità per i giovani che lavorano nel settore turistico. La destagionalizzazione, qui, non è uno slogan, ma un modo per allungare la vita del territorio oltre i confini dell’estate.