Torre Annunziata, i Gionta e la latitanza una «tradizione di famiglia»
Camorra in fuga
6 ottobre 2026
Camorra in fuga

Torre Annunziata, i Gionta e la latitanza una «tradizione di famiglia»

Dal capostipite Valentino al figlio Aldo fino alla nuova fuga di Valentino junior: tre generazioni da fuggitivi
Metropolis

Tre generazioni, tre fughe, tre catture entrate nelle cronache. Nella storia del clan Gionta di Torre Annunziata  la latitanza ritorna come un filo che attraversa quasi quarant’anni di camorra.

Rifugi, travestimenti, documenti falsi e nascondigli accompagnano una lunga stagione della cronaca criminale oplontina. Il primo Valentino è il boss per antonomasia nella geografia e nella storia criminale oplontina. Negli anni Ottanta dà nome e volto al clan destinato a segnare una stagione di sangue e terrore per la città.

Il suo potere cresce mentre il gruppo estende gli affari dalla carne al pesce fino alla droga. Il clan si muove dentro la guerra tra Nuova Famiglia e Nco. Si lega ai Nuvoletta e si scontra con l’area di Antonio Bardellino.

Poi arriva il 26 agosto 1984. Otto morti nella strage di Sant’Alessandro che colpisce il clan e sconvolge gli equilibri. Gionta diventa un uomo braccato.

La cattura di Valentino Gionta a Marano

La fuga termina l’8 giugno 1985 a Marano, nel territorio dei Nuvoletta, dove aveva cercato protezione. Viene arrestato poco dopo aver lasciato la tenuta di Lorenzo Nuvoletta.

Due giorni dopo Giancarlo Siani scrive che quella cattura potrebbe essere stata il prezzo pagato dai Nuvoletta per chiudere la guerra con Bardellino. Un articolo destinato a entrare nella storia del giornalismo napoletano. Successivamente entrerà anche nella ricostruzione del movente dell’omicidio del giovane cronista.

Passano gli anni, cambia la scena ma non il cognome. Nel 2014 tocca ad Aldo Gionta, figlio del capostipite Valentino. Sfugge al blitz del 5 giugno e per settimane si muove cercando di confondere i controlli. Parrucche, occhiali e travestimenti: secondo gli investigatori arriva perfino a vestirsi da donna pur di non essere riconosciuto.

La sua corsa termina il 16 agosto al porto di Pozzallo, in Sicilia. Sta per imbarcarsi per Malta. Ha con sé una carta d’identità falsa e mille euro in contanti.

Valentino jr, la prima latitanza a Torre Annunziata e la nuova fuga

Pochi mesi dopo cade anche Valentino junior, figlio di Aldo e nipote dell’omonimo fondatore. Era sfuggito allo stesso blitz di giugno. In quella fase viene indicato dagli investigatori come reggente del clan.

Il 27 novembre i carabinieri lo trovano nel rione Provolera. È nascosto dentro una botola ricavata nelle pareti di un appartamento. La sua latitanza era durata circa cinque mesi.

Scarcerato nel 2023, viene ritenuto nuovamente ai vertici del clan. Dodici anni dopo il copione torna a ripetersi.

Il nuovo fascicolo riporta quel nome al centro delle cronache giudiziarie della città. Valentino Gionta junior è nuovamente ricercato. È destinatario di una misura cautelare nell’inchiesta sugli scontri con il Quarto Sistema.

Tre generazioni, tre fughe e tre immagini rimaste impresse nelle cronache: Marano, un imbarco verso Malta, una botola nel cuore della Provolera. Oggi è ancora Valentino jr a sottrarsi alla cattura. La latitanza torna così dentro una storia familiare che attraversa da decenni la camorra di Torre Annunziata.