Neonato morto dopo il parto a Castellammare, ex primario ai domiciliari e altri 5 indagati
Un neonato morto dopo le complicazioni durante il parto e, secondo la Procura, una catena di condotte messa in atto…
Eutalia Esposito è stata arrestata questa mattina con l’accusa di omicidio colposo, falso in atto pubblico e depistaggio delle indagini. L’ex primaria del reparto di ginecologia dell’ospedale San Leonardo di Castellammare – è ai domiciliari – è indagata insieme ad altri 4 medici e un’infermiera nell’ambito dell’inchiesta che ha ricostruito le cause della morte (per colpa medica) del piccolo Salvatore Abrunzo e dell’insabbiamento delle prove. Il neonato morì dopo 40 giorni di agonia a seguito delle complicanze durante il parto.
Neonato morto dopo il parto a Castellammare, ex primario ai domiciliari e altri 5 indagati
Un neonato morto dopo le complicazioni durante il parto e, secondo la Procura, una catena di condotte messa in atto…
Inchiesta dalla quale si è aperto un vero e proprio vaso di Pandora su un reparto all’epoca dei fatti (oggi il primario è cambiato) diretto «in maniera dispotica» dalla dottoressa Esposito che, scrive il gip tra le oltre 200 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, era temuta da infermieri e medici, anche per le sue parentele con esponenti di spicco del clan Cesarano- cosca attiva nel rione di Ponte Persica a Castellammare- che la donna, secondo la Procura, rivendicava. Ma il gip nel provvedimento si spinge oltre, spiegando come l’inchiesta sveli una gestione «discutibile» della sanità pubblica, dove le nomine dei vertici ospedalieri e dei primari verrebbero scambiate con pacchetti di voti e consensi elettorali.
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Questo meccanismo, spiega il giudice, garantisce ad alcuni primari uno strapotere all’interno dei reparti e una posizione di «intoccabilità», legata non tanto alle loro competenze mediche, quanto al vasto bacino di voti che sono in grado di orientare a favore della politica. Alcuni degli indagati, nel corso degli interrogatori preventivi che si sono tenuti il 30 settembre, hanno riferito della loro forte soggezione nei confronti della dottoressa Esposito.
L’ex primaria, spiega il Gip, vantava infatti un grandissimo peso politico (fu eletta nel 2018 nel Consiglio Comunale di Castellammare di Stabia con oltre 800 preferenze) e un forte radicamento territoriale, in particolare nella zona di Ponte Persica, che le conferivano un’ampia rete di contatti e potere. I legali dei medici destinatari delle misure, gli avvocati Danilo Di Maio, Guido Sciacca, Margherita Vitiello, hanno già dichiarato di ricorrere al tribunale del Riesame. Gli altri indagati sono assistiti dagli avvocati Elio D’Aquino e Alfonso Vozza.
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