Salute mentale, Barretta: «Per parlare di come stiamo psicologicamente serve ancora coraggio»
SALUTE MENTALE
9 Ottobre 2026
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Salute mentale, Barretta: «Per parlare di come stiamo psicologicamente serve ancora coraggio»

Il direttore scientifico del Centro Noesis di Napoli

«Facciamo le analisi del sangue e l’elettrocardiogramma senza pensarci due volte, perché li consideriamo parte della normale cura di sé. Per parlare di come stiamo sul versante del benessere psicologico e della salute emotiva e comportamentale, invece, serve ancora coraggio». Con queste parole Vincenzo Barretta, psichiatra e direttore scientifico del Centro Noesis di Napoli, interviene in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, promossa dall’OMS per sensibilizzare il grande pubblico sul tema e che, come ogni anno, ricorre il 10 ottobre.I numeri vanno nella stessa direzione.

L’indagine Censis «Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani», presentata a gennaio, rileva che il 67,9% degli intervistati ritiene che sui disturbi psichiatrici pesino ancora vergogna e discriminazione. Per i disturbi neurologici la quota scende al 44,9%.«Parliamo della stessa persona e, spesso, degli stessi meccanismi. Eppure, un’emicrania la si racconta ai colleghi, un attacco di panico no. Questo silenzio ha un costo: molti chiedono aiuto solo quando il disagio non si riesce più a nascondere, e a quel punto il percorso di cura è più lungo».Lo psichiatra riconosce però il cammino fatto: «Se ne parla molto più di dieci anni fa, ma tra chi sta male e chi riceve cure il divario resta enorme».

Sul primo fronte i segnali sono chiari. Secondo il Global Health Service Monitor di Ipsos, nel 2024 il 35% degli italiani indicava la salute mentale tra i principali problemi sanitari del Paese, diciassette punti in più rispetto al 2018. Un’indagine dell’Istituto Piepoli per il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi indica che il 17% degli adulti si è già rivolto a uno psicologo, quota che sale al 25% nella fascia tra i 18 e i 35 anni. Dal 2023 il bonus psicologo è diventato una misura strutturale.Sull’accesso alle cure il quadro cambia.

Il terzo rapporto sull’equità nelle Regioni dell’Istituto superiore di sanità stima che i servizi specialistici assistano circa l’1,6-1,7% della popolazione, mentre chi soffre ogni anno di un disturbo mentale è fino a quasi dieci volte di più. Per il bonus psicologo 2025 l’associazione Pubblica stima circa 360mila domande all’INPS. Le risorse stanziate, 9,5 milioni di euro, bastano secondo le associazioni di categoria per circa settemila beneficiari.Quanto al lavoro che resta da fare, Barretta indica una direzione concreta. «La salute emotiva e comportamentale deve entrare nei controlli ordinari. Una domanda del medico di famiglia sul sonno, sull’umore, sulla fatica di tutti i giorni dovrebbe essere normale quanto la misurazione della pressione. Chi se la sente rivolgere con regolarità impara che parlarne non è un’ammissione di debolezza».