Il mito ritrova le sue radici: la Coppa delle Sirene torna al Museo Correale di Sorrento
ARTE E CULTURA
10 ottobre 2026
ARTE E CULTURA

Il mito ritrova le sue radici: la Coppa delle Sirene torna al Museo Correale di Sorrento

Dopo il successo della mostra Parthenope al MANN di Napoli, si riaprono le porte del museo sorrentino per lo straordinario capolavoro ellenistico del IV secolo a.C.
Marco Cirillo

Rientra al Museo Correale la celebre Lekane a figure rosse con Sirene musicanti, comunemente nota come la “Coppa delle Sirene”, risalente alla seconda metà del IV secolo a.C. Il prezioso manufatto fa ritorno a Sorrento dopo essere stato prestato per la grande mostra “Parthenope: la Sirena e la città”, allestita presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) dal 3 aprile al 21 settembre 2026. Con il rientro della Lekane, il Museo Correale offre nuovamente uno dei reperti più significativi della collezione archeologica, riaffermando il legame profondo tra la Penisola Sorrentina, la Magna Grecia e l’affascinante universo mitologico delle Sirene. L’opera è di nuovo fruibile all’interno del percorso espositivo del Museo Correale.

Il capolavoro della ceramografia campana
L’opera, un elegante vaso composto da una vasca su piede e coperchio decorato, rappresenta una delle testimonianze più significative della ceramografia campana d’epoca ellenistica. Realizzata in argilla a figure rosse con finiture e sovradipinture in bianco, la Lekane reca sul coperchio una raffigurazione di straordinaria finezza: due Sirene simmetriche, rappresentate nella loro classica veste ibrida di esseri dal busto femminile e dal corpo d’uccello, intervallate da palmette e motivi vegetali. L’accuratezza dei dettagli anatomici, la complessità delle acconciature femminile impreziosite da nastri e la perizia stilistica dei decori a “onde correnti” che ne cingono la vasca confermano l’attribuzione del pezzo a una ditta o bottega campana attiva nel pieno del IV secolo a.C.

Le figure musicanti
Dormienti le angosce dei racconti omerici, le figure raffigurate sul vaso assumono la raffinata veste di geni psicopompi: entità spirituali preposte ad accompagnare le anime dei defunti nel viaggio verso l’aldilà attraverso un lezioso corteo musicale. Una delle due figure è ritratta mentre suona la cetra, strumento simbolo di equilibrio apollineo, mentre l’altra imbraccia l’aulos (doppio flauto), legato alla dimensione agreste e sacra.