Pompei, il piano della giunta: università dell’archeologia nel Sacro Cuore
SVILUPPO
10 ottobre 2026
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Pompei, il piano della giunta: università dell’archeologia nel Sacro Cuore

Il Dup traccia il futuro: una sede universitaria dedicata al restauro e il polo museale «Resurrexit» per trattenere sul territorio la catena del valore della conoscenza.
Vincenzo Lamberti

Un progetto mirato a superare i confini di custode della memoria e diventare una fucina internazionale di talenti, ricercatori e professionisti del patrimonio culturale. L’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Tortora punta a realizzare un centro permanente di alta formazione, ricerca e innovazione. È questa la visione strategica che emerge dalle linee programmatiche del Documento Unico di Programmazione (DUP) del Comune di Pompei, che traccia la strada per una rivoluzione urbanistica, culturale ed economica. L’amministrazione comunale mira a istituire una sede universitaria interamente dedicata all’Archeologia e al Restauro, affiancata dalla nascita del Polo Museale «Resurrexit», un innovativo spazio espositivo e multimediale. L’obiettivo dichiarato è quello di trattenere sul territorio l’immensa catena del valore generata dalla conoscenza e dalla tutela dei beni culturali, creando occupazione qualificata per le nuove generazioni.

Le sinergie istituzionali e l’ecosistema didattico
L’architettura del piano si basa su una stretta sinergia istituzionale che vedrà il Comune dialogare con il Ministero della Cultura, il sistema universitario nazionale e internazionale, il Parco archeologico e la Soprintendenza. Secondo il documento programmatico dell’ente, l’amministrazione «promuoverà la realizzazione di una sede universitaria dedicata all’Archeologia e al Restauro, quale polo di eccellenza destinato alla formazione, alla ricerca scientifica e alla valorizzazione del patrimonio archeologico». Questa nuova istituzione non sarà un’isola didattica isolata, ma un ecosistema strettamente connesso alla realtà locale, configurandosi come «un luogo dedicato allo studio delle civiltà antiche, alla ricerca archeologica, alla formazione di archeologi, restauratori e professionisti dei beni culturali». In parallelo, il Polo Museale «Resurrexit» opererà in simbiosi con l’ateneo, offrendo percorsi didattici e installazioni multimediali pensate per cittadini e studiosi.

La sfida logistica
La vera sfida logistica riguarda l’individuazione degli spazi idonei a ospitare aule, laboratori e aree espositive. Il Comune ha già messo nel mirino una struttura fortemente simbolica e strategica per la sua collocazione geografica. Nel testo del DUP viene infatti esplicitato che «sarà avviato un confronto con il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei al fine di valutare la possibilità di destinare l’Istituto Sacro Cuore, per le sei caratteristiche storiche, logistiche e per la vicinanza al Parco Archeologico, quale sede dell’iniziativa». Un’operazione complessa che richiederà il vaglio delle autorità ecclesiastiche e il pieno coinvolgimento del Consiglio Comunale per definire i passaggi giuridici e funzionali. L’orizzonte finale resta quello di far compiere un salto di qualità definitivo alla città mariana, affinché diventi «un centro internazionale di formazione, ricerca e innovazione nel campo dell’archeologia, del restauro e della valorizzazione del patrimonio culturale, capace di generare sviluppo, conoscenza e nuove opportunità per le future generazioni».