Torre Annunziata, il fortino sparisce e lo Stato smantella il potere dei Gionta
Pietra dopo pietra, blitz dopo blitz, lo Stato a Torre Annunziata smantella i simboli e le strutture del potere dei Gionta. Ruspe nel fortino, arresti nella cosca.
Nel quartiere dell’Annunziata, Palazzo Fienga incarnava il dominio dei Valentini. La demolizione, avviata il 5 maggio, prosegue verso la nascita di Piazza della Legalità. Le inchieste della Dda descrivono intanto una cosca ancora capace di estorsioni e di contendere il territorio.
Le demolizioni e il progetto di Piazza della Legalità
L’edificio ottocentesco arretra sotto i colpi delle ruspe. A settembre un convoglio militare ha trasportato nel cantiere un nuovo escavatore per proseguire i lavori.
Il progetto non si ferma alle mura dell’ex roccaforte. Prevede anche l’abbattimento del vicino Palazzo dei Contrabbandieri, disabitato, inagibile e puntellato da oltre dieci anni. Al suo posto nascerà un ampliamento dello spazio pubblico. Collegherà la piazza a Piazza Giovanni XXIII e aprirà la visuale verso la Basilica della Madonna della Neve.
Per quest’ultimo edificio, l’iter è ancora amministrativo. La conferenza dei servizi, avviata il 17 agosto, deve riunire gli assensi paesaggistici e urbanistici. Deve inoltre acquisire gli atti necessari all’esproprio.
Sullo sfondo resta il confronto sul destino di Palazzo Fienga. Il vincolo storico-architettonico imposto l’anno precedente è stato revocato. Un’interrogazione parlamentare ha chiesto verifiche sulla procedura.
Le inchieste sui Gionta e gli ultimi blitz
Mentre cambia il paesaggio urbano, le indagini continuano a colpire la rete criminale. Il 15 luglio 2025 un’operazione contro i Gionta ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari, con 17 arresti.
Tra i destinatari c’è Gemma Donnarumma, moglie dello storico boss Valentino Gionta. La Dda la indica come figura di vertice dopo il ritorno in libertà nel 2022. Attorno a lei, secondo l’accusa, familiari e affiliati avrebbero gestito riscossioni del pizzo e imposizioni di assunzioni. Avrebbero inoltre curato i rapporti con altri gruppi. Una rete familiare riemersa dopo i precedenti blitz.
L’ultimo blitz, pochi giorni fa, il 5 ottobre, ha portato a otto nuove misure custodiali. Cinque riguardano esponenti della famiglia dei Valentini. L’operazione ha messo nuovamente in fuga Valentino Gionta junior, nipote del fondatore. Gli investigatori lo indicano come figura di vertice della cosca.
Ancora irreperibile, è lui il nono destinatario del provvedimento. L’operazione ha colpito esponenti dei Gionta e del IV Sistema del Penniniello.
L’inchiesta ha ricostruito la violenta contesa per il controllo del territorio. Al centro la rissa al Maximall, le intimidazioni contro un bar e la stesa in Vico Collinetta. Gli episodi sono avvenuti nel maggio 2025.
Secondo il gip, aggressioni e colpi di pistola sarebbero stati parte di una spirale di ritorsioni. L’obiettivo sarebbe stato riaffermare prestigio e supremazia criminale. Le accuse attendono il vaglio dei giudici.
Le ruspe cancellano il fortino di cemento; altri blitz colpiscono uomini, alleanze e affari.

