Sorrento, i tesori della domus romana sotto piazza Veniero rivedono la luce: saranno esposti nel nuovo infopoint
Sotto il calpestio della città contemporanea, dove i motori e il flusso costante dei passanti scandiscono il ritmo della Sorrento moderna, si nasconde un mondo antico che ha deciso di tornare a parlare. Nel cuore pulsante di piazza Andrea Veniero, i cui spazi sono attualmente interessati da un cantiere di riqualificazione urbana e restyling, i lavori di superficie si stanno muovendo in parallelo con una straordinaria operazione di recupero storico. Sotto il livello stradale, infatti, la terra custodisce i resti di una domus romana, un gioiello archeologico che la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli si prepara a valorizzare attraverso una strategia conservativa innovativa. Il progetto prevede una vera e propria operazione di salvataggio e musealizzazione all’interno del futuro infopoint cittadino, trasformando un vincolo burocratico in una straordinaria risorsa culturale.
La scoperta
La storia di questa straordinaria scoperta affonda le radici in un recente passato, muovendosi tra le pieghe dell’archeologia preventiva urbana. Come ricordato dagli esperti della Soprintendenza nella loro nota ufficiale, la residenza venne alla luce quasi vent’anni fa: «Scoperta nel 2008 durante le indagini archeologiche preventive, la residenza conserva le tracce di una lunga storia: un primo impianto di età preaugustea, la monumentale trasformazione del I secolo d.C., i segni dei terremoti e dell’eruzione del 79 d.C., fino all’abbandono e alle successive trasformazioni di età tardoantica». Uno scrigno temporale perfetto che ha resistito ai cataclismi della natura e al peso dei secoli, offrendo agli studiosi una stratificazione storica di inestimabile valore scientifico.
Lo stato di conservazione di affreschi e mosaici
«Oggi lo scavo restituisce ambienti sorprendentemente conservati, con affreschi dai colori ancora vividi e ampie superfici pavimentali a mosaico», spiegano i tecnici, evidenziando l’eccezionale stato di conservazione delle pareti dipinte e dei tappeti di tessere che decoravano le stanze della nobile dimora. La vera svolta comunicata dall’organo di tutela ministeriale risiede nelle modalità con cui questi fragili tesori verranno restituiti alla fruizione collettiva, superando le oggettive difficoltà logistiche legate alla loro collocazione originaria al di sotto della sede stradale.
L’intervento per il nuovo infopoint
Gli archeologi hanno infatti chiarito che «conservare un bene archeologico significa anche proteggerlo quando le condizioni non permettono di lasciarlo dove è stato ritrovato». Una consapevolezza che ha spinto i restauratori a pianificare un intervento chirurgico di estrema precisione e complessità tecnica: «Per questo abbiamo previsto un intervento particolarmente delicato: alcuni affreschi e porzioni dei pavimenti musivi saranno staccati, consolidati e restaurati, per essere ricollocati nel nuovo Infopoint, dove potranno essere ammirati e conosciuti da cittadini e visitatori, insieme alle strutture archeologiche conservate sotto la città di oggi». L’infopoint di piazza Veniero si candida così a diventare non solo uno snodo di accoglienza per i turisti, ma un museo diffuso, un ponte tra la Sorrento del ventunesimo secolo e le sue radici imperiali. Un patrimonio che cambia luogo, ma non smette di raccontare.

