Pompei, il «Narciso» di Nello Petrucci scuote la modernità: l’opera entra nella collezione di Habita79
Il mito antico ritrova la sua forza evocativa per farsi presidio dinamico di cultura e ricerca nel cuore della città contemporanea. Ha aperto ufficialmente i battenti lo scorso 6 ottobre, presso gli spazi della hall dell’hotel Habita79 in via Roma, l’esposizione permanente di «Narciso», l’ultima e attesa scultura firmata dall’artista Nello Petrucci. L’opera entra ufficialmente a far parte della collezione d’arte della struttura, configurandosi come un cortocircuito visivo tra la memoria storica racchiusa negli affreschi delle domus del Parco Archeologico e le contraddizioni dell’era moderna. Realizzata in resina bianca e installata su un’ampia superficie specchiante, la figura interroga i flussi continui di viaggiatori e visitatori di tutto il mondo, posizionando simbolicamente ciascun osservatore di fronte al proprio riflesso per analizzare la distanza incolmabile tra l’apparire e l’essere profondo.
Le parole dell’artista e la distanza digitale
La genesi del lavoro si distacca dalle letture tradizionali della cecità dell’ego per abbracciare l’analisi sociologica. «Narciso è una figura centrale negli scavi di Pompei, la mia fonte d’ispirazione. Ma qui il mito cambia: non è la storia di chi si innamora della propria immagine, è la ricerca di ciò che non riusciamo a vedere di noi stessi», spiega l’artista Nello Petrucci illustrando l’ordito concettuale della creazione. L’attenzione si sposta così sulla pervasività degli schermi tecnologici e sulla ricerca compulsiva di visibilità: «Oggi ci guardiamo attraverso lo schermo di un telefono: come ci mostriamo? Come appariamo agli occhi degli altri? Tra ciò che siamo davvero e come ci presentiamo c’è una distanza enorme. La mia è un’opera materica, ma si completa solo con chi la guarda: grazie al gioco di riflessi dello specchio, ogni angolazione offre una visione unica e diversa».
L’interazione con il pubblico
La disamina critica dell’installazione si arricchisce delle prospettive metodologiche della curatrice Anna Balzani, la quale evidenzia come nell’opera di Petrucci la prospettiva antica si ribalti per rimettere il focus sul singolo individuo. A differenza delle raffigurazioni classiche in cui il personaggio è chino sull’acqua, qui la scultura si staglia in piedi, misurando lo scarto tra ciò che la persona vede di sé e ciò che smette di vedere. Una scelta di posizionamento che sposa la visione strategica del management del presidio ricettivo. Come evidenziato dal direttore di Habita79, Riccardo Mantilacci, la collocazione nella hall trasforma un punto di passaggio fatto di partenze e arrivi in un museo diffuso, dove chiunque si fermi smette di essere un semplice spettatore e diventa parte integrante dell’opera.

