San Giorgio, uno show room clandestino con abiti contraffatti: denunciato 55enne
San Giorgio. Maglie in cashmere dal tocco vellutato, giubbotti sportivi firmati e pantaloni alla moda, tutti rigorosamente catalogati, ordinati e dotati di cartellino. Non era la merce pregiata di un atelier di grandi firme o di una boutique del centro cittadino, ma gli abiti stipati tra le mura domestiche di un insospettabile appartamento di San Giorgio.
Un vero e proprio show-room clandestino, scoperto dai carabinieri al termine di un blitz lampo che ha spazzato via un ricco business parallelo di abbigliamento di dubbia provenienza, sapientemente bilanciato tra la tradizione della vendita “porta a porta” e la modernità del commercio sulle piattaforme digitali.
A tradire l’insospettabile “mercante” della porta accanto – un cinquantacinquenne del posto – è stato l’andirivieni sospetto attorno alla sua abitazione.
Quando i militari dell’Arma coordinati dal comandante Francesco Di Maio hanno bussato alla porta per un controllo, si sono trovati di fronte a una scena surreale: stanze trasformate in un vero e proprio magazzino della moda d’occasione, con decine e decine di capi pronti per essere confezionati e spediti.
C’era di tutto, dalle maglie per le serate più fresche ai capispalla di tendenza, tutti venduti a prezzi d’occasione ma sprovvisti di un elemento essenziale: la tracciabilità.
All’atto della perquisizione, infatti, l’uomo non è stato in grado di mostrare un solo scontrino, una bolla d’accompagnamento o una fattura capace di attestare l’origine legale di quell’ingente quantitativo di merce. Un dettaglio fondamentale che ha fatto scattare immediatamente i sigilli della magistratura.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il cinquantacinquenne gestiva un doppio canale di vendita altamente efficiente: da un lato la cara e vecchia rete di contatti sul territorio, offrendo i prodotti direttamente a domicilio ai clienti di fiducia, dall’altro il vasto mare del web, dove gli annunci sui social e sui portali specializzati garantivano un flusso costante di acquirenti a caccia dell’affare perfetto.
Un piccolo impero della griffe a buon mercato smantellato in pochi minuti. Per il cinquantacinquenne sono scattate la denuncia a piede libero per ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, mentre la merce del valore complessivo di diverse migliaia di euro è finita sotto sequestro in attesa delle analisi tecniche per confermare la falsificazione dei marchi.
Un colpo duro al mercato parallelo che, anche nell’era dei social network, trova nelle mura di casa la propria roccaforte.
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