La sorella del boss Gionta contro la memoria di Giancarlo Siani: «Queste bocche non ve le cucite mai»
PAROLE SHOCK
14 ottobre 2026
PAROLE SHOCK

La sorella del boss Gionta contro la memoria di Giancarlo Siani: «Queste bocche non ve le cucite mai»

Carmela Gionta, sorella del boss Valentino, commenta un post di don Ciro Cozzolino per il quarantennale del delitto del giornalista. La risposta del parroco è un muro invalicabile: «Mai».
Antonio Di Martino

La memoria di Giancarlo Siani sembra ancora scuotere i nervi scoperti di congiunti della criminalità organizzata a Torre Annunziata. Un duro scontro verbale si è consumato direttamente su Facebook, nello spazio virtuale di un post pubblicato l’anno scorso da don Ciro Cozzolino, sacerdote ed ex referente locale di Libera. Il testo mirava a celebrare il quarantesimo anniversario del sacrificio del cronista. Nonostante ciò, il presidio digitale della legalità ha innescato la reazione di Carmela Gionta, sorella del boss Valentino Gionta.

La dinamica del confronto
Esprimendo la propria contrarietà verso la riproposizione dei ricordi legati al cronista, la donna si è scagliata contro le commemorazioni pubbliche affermando: «Ma dite sempre le stesse cose. Ci avete rotto il c… voi e Giancarlo Siano. Queste bocche non ve le cucite mai». Nel testo del commento, inoltre, il cognome della vittima è stato scritto in modo errato. La replica del parroco si è concentrata sul rifiuto di interrompere l’attività civile di memoria: don Cozzolino ha risposto con la parola «Mai», cogliendo l’occasione per correggere pubblicamente anche la grafia del cognome del giornalista. Questo episodio di tensione digitale si inserisce in un contesto territoriale in cui l’attenzione delle forze dell’ordine resta elevata: di recente, infatti, una violenta rissa tra esponenti del clan Gionta e della fazione denominata “IV Sistema” ha fatto scattare un blitz della Polizia, a seguito del quale Valentino Gionta jr è sfuggito all’arresto ed è attualmente ricercato.

La presa di posizione civile
A commentare pubblicamente l’accaduto è stata anche Tania Sorrentino, ex vicesindaco e assessore alla legalità di Torre Annunziata, oltre che vedova di Maurizio Cerrato, il custode assassinato nel 2021 dopo una discussione per un parcheggio. Con una dichiarazione pubblicata sotto lo stesso post, l’ex amministratrice ha difeso la valenza storica e ideale della figura di Siani, invitando al rispetto della memoria cittadina: «Non sarà un commento su Facebook a cancellare un simbolo di verità e giustizia come lo è stato Giancarlo Siani. Abbiate rispetto per chi ha dato la vita per questa città. Se non vi piacciono questi post potete tranquillamente non leggerli».