Nuovo maxi sequestro di telefoni nel carcere di Poggioreale
I CONTROLLI
14 ottobre 2026
I CONTROLLI

Nuovo maxi sequestro di telefoni nel carcere di Poggioreale

Smartphone di ultima generazione e un micro cellulare erano utilizzati dai detenuti del penitenziario di Napoli
Andrea Ripa

Nove telefoni cellulari e un bilancino di precisione. È il materiale sequestrato dalla Polizia Penitenziaria nel carcere di Poggioreale, a Napoli, nel corso di un intervento che riporta l’attenzione sul problema dell’introduzione di dispositivi di comunicazione all’interno degli istituti penitenziari. Gli agenti hanno sottratto alla disponibilità dei detenuti otto smartphone di ultima generazione e un micro cellulare, insieme a un bilancino di precisione che, secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, sarebbe utilizzato per confezionare dosi di sostanze stupefacenti.

L’operazione è stata commentata da Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, esponenti dell’Unione sindacati di polizia penitenziaria (Uspp), che hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal personale in servizio nell’istituto napoletano. «Questa operazione conferma l’impegno quotidiano degli agenti del carcere di Poggioreale nel garantire la sicurezza all’interno dell’istituto», sottolineano i due sindacalisti.

I canali verso l’esterno

Accanto al riconoscimento per l’attività degli agenti, l’Uspp rilancia però la richiesta di maggiori risorse e strumenti per contrastare un fenomeno che continua a rappresentare una criticità per la sicurezza penitenziaria. «La sola abnegazione non basta: servono investimenti adeguati e strumenti tecnologicamente avanzati per contrastare l’introduzione dei cellulari in carcere», dichiarano Moretti e Auricchio. Il timore, evidenziano i rappresentanti sindacali, è che i dispositivi possano essere utilizzati per mantenere contatti illeciti con l’esterno. «Ogni telefono sequestrato è un canale di comunicazione illecito con l’esterno sottratto alla criminalità organizzata», affermano. Il problema, secondo l’organizzazione, richiede dunque interventi che affianchino al lavoro quotidiano del personale sistemi tecnologici più efficaci per impedire l’ingresso e l’utilizzo dei cellulari nelle sezioni detentive.

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Nel loro intervento, i due sindacalisti richiamano anche le condizioni in cui opera il personale del carcere napoletano, indicando una popolazione detenuta di circa 2.300 persone e un deficit di organico che, secondo l’Uspp, rende ancora più complessa la gestione quotidiana dell’istituto. «Agli agenti di Poggioreale, che lavorano alacremente lontano dai riflettori a dispetto del deficit di organico e di una popolazione carceraria di 2.300 unità, va il nostro plauso per il loro impegno nel mantenere quotidianamente l’ordine e la sicurezza», concludono Moretti e Auricchio.

Il nuovo sequestro riporta così al centro il tema della sicurezza nelle carceri, tra il contrasto all’introduzione di oggetti vietati, la necessità di rafforzare gli organici e la richiesta di dotare gli agenti di strumenti adeguati alle esigenze operative.