Fallimento Deiulemar, a Torre del Greco anche commissariato di polizia finisce all’asta
Torre del Greco. Entro l’inizio del nuovo anno la quarta città della Campania potrebbe «perdere» gli uffici del commissariato di polizia di via Marconi.
A 14 anni di distanza dal «grande crac» capace di polverizzare i risparmi di una vita di circa tredicimila famiglie, lo spettrale fantasma della Deiulemar Compagnia di Navigazione si allunga nuovamente minaccioso sulla città all’ombra del Vesuvio.
Perché il «buco» da ottocento milioni di euro provocato dal fallimento dell’ex «banca privata» di Torre del Greco guidata dagli armatori-vampiri delle famiglie Della Gatta, Iuliano e Lembo potrebbe a breve regalare l’ennesimo (per diversi aspetti, amaro) colpo di scena e colpire dritto al cuore le istituzioni locali e la sicurezza collettiva.
La vendita all’asta
Con un provvedimento firmato nelle ultime ore, il giudice del tribunale di Torre Annunziata delegato al fallimento della Deiulemar compagnia di navigazione ha avviato le procedure per la vendita all’asta degli ultimi due pezzi pregiati del patrimonio immobiliare riconducibile all’ex colosso armatoriale di via Tironi.
Ma l’ennesima asta giudiziaria legata alle (vecchie) proprietà degli armatori-vampiri potrebbe finire per accendere un inaspettato allarme sociale, perché tra i beni finiti sul mercato spicca l’immobile di via Guglielmo Marconi ai civici 31-42: ovvero, la sede che da anni ospita gli uffici centrali del commissariato di Polizia di Stato di Torre del Greco.
Un presidio di legalità fondamentale, indispensabile per il controllo di un territorio complesso, che adesso rischia concretamente di trovarsi senza una casa certa o di subire incognite sul proprio futuro operativo.
Un film già visto nel recente passato con la dolorosa chiusura della storica stazione dei carabinieri di via Circumvallazione, capace di fare accendere il concreto pericolo di perdere un ulteriore e insostituibile baluardo di sicurezza.
Assieme alla sede della polizia di Stato, l’ordine di alienazione firmato dal magistrato riguarda poi la sfarzosa dimora del comandante Giuseppe Lembo – situata al civico 58 di via Marconi – patrimonio-simbolo dell’opulenza di quella stagione armatoriale poi sfociata nel baratro.
Per lo storico palazzo Lembo il prezzo a base d’asta è stato fissato a 2.860.371,00 euro, mentre per la struttura che ospita la polizia la base di partenza sarà di 2.508.065,80 euro.
Altri soldi per i truffati
Due alienazioni di altissimo valore che rappresentano il tentativo dei curatori fallimentari di racimolare un tesoretto complessivo di circa 5,3 milioni di euro: una somma preziosa da destinare interamente al piano di riparto in favore delle migliaia di ex obbligazionisti traditi.
L’ennesima ferita aperta per una comunità che attende giustizia e ristoro, sospesa tra la flebile speranza di recuperare briciole del maltolto e il concreto incubo di vedere depauperato l’ultimo avamposto della legalità cittadina.
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