Portici, crociata di Forza Italia per un presidio pediatrico: «Servizio essenziale per le famiglie»
Portici. Non solo restyling del litorale e progetti di rilancio turistico, ma anche attenzione concreta alle esigenze quotidiane delle famiglie.
A Portici si (ri)accende il dibattito sui servizi essenziali per l’infanzia e al centro della scena politica e sociale finisce un tema fortemente avvertito dalla comunità: l’assenza di un presidio sanitario pediatrico sul territorio.
Una carenza che costringe quotidianamente centinaia di genitori a estenuanti trasferte verso il Santobono di Napoli anche per codici minori o piccole emergenze. La proposta indirizzata alle istituzioni competenti – Comune di Portici, Asl Napoli 3 Sud e Regione Campania – porta la firma di Giovanni Ciaramella, responsabile regionale del dipartimento economia di Forza Italia Campania, al termine di un confronto aperto con le rappresentanze locali di Fratelli d’Italia e Lega.
L’obiettivo dichiarato è rompere l’isolamento assistenziale e garantire in città una struttura dedicata alle prime necessità e alle urgenze a bassa complessità. Oggi, infatti, chi si trova a gestire un malessere improvviso del proprio figlio è costretto ad affrontare il traffico e le lunghe attese del pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli.
Un imbuto che congestiona il nosocomio regionale e penalizza i residenti dell’area vesuviana. La soluzione avanzata dal centrodestra mira a realizzare, o più verosimilmente a integrare in presidi già esistenti, un punto di primo intervento dove ottenere un parere medico tempestivo per i più piccoli. «L’idea di una Portici attrattiva con il lungomare più bello dei comuni vesuviani è condivisibile, ma la salute della comunità deve venire prima di tutto», rimarca Giovanni Ciaramella.
Il piano d’azione prevederà passaggi graduali: una richiesta di fattibilità tecnica agli uffici preposti, un incontro pubblico con esperti di settore ed esponenti politici aperto a tutta la cittadinanza e, infine, una raccolta firme per dare forza alla mobilitazione. L’auspicio è che il dialogo istituzionale porti a un potenziamento delle strutture locali, restituendo serenità e tutele sanitarie immediate a un territorio che chiede di non essere lasciato solo.
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