Protesta degli studenti, occupata una delle sedi dell’Orientale
NAPOLI
19 ottobre 2026
NAPOLI

Protesta degli studenti, occupata una delle sedi dell’Orientale

Studenti denunciano il caro vita
Aurora Schettino

Un gruppo di studenti, insieme al Collettivo Demand, stamattina ha occupato la sede del Palazzo Giusso dell’Università L’Orientale, “per denunciare il carovita, lo smantellamento dell’università pubblica e l’emergenza abitativa studentesca”.

Studenti in tenda contro il caro fitti

Studenti in tenda contro il caro fitti

"Napoli quanto ci costi!" È lo slogan che stamattina ha accompagnato studenti e studentesse dell'Udu Napoli che, davanti alla sede…

“In una congiuntura storica segnata da una frattura internazionale che ci porta ogni giorno di più verso il baratro abbiamo deciso di prendere posizione e di organizzarci per provare a lanciare una scossa – spiegano – La condizione di uno studente oggi si fa più insostenibile ogni anno che passa. Con un caro affitti sempre più fuori controllo e un carovita sempre più insostenibile, con la possibilità di trovare solo lavoro precario e mal pagato. Abbiamo deciso di occupare la nostra università non per gusto o per piacere, ma perché riteniamo che ormai non ci sia altra maniera per rendere visibile un disagio verso cui le istituzioni sopra di noi sono cieche e sorde”.

L’occupazione raggiunge anche i licei, tra cui l’Arturo Labriola, il tecnico Rossini e l’artistico Boccioni, “per noi è un obbligo” è ciò che sostengono  i ragazzi.

Nel frattempo, a Roma, occupati i licei Morgagni e Gullace.

“Dopo lo sciopero studentesco del 16 ottobre la lotta continua, gli studenti e le studentesse continuano la lotta e rilanciano sullo sciopero generale del 30 ottobre come prossimo passo della loro lotta. Studenti e lavoratori uniti”, scrive in una nota l’Opposizione studentesca d’alternativa, Osa.

“Dopo le occupazioni delle scuole di Roma, a partire dal Cavour, e le mobilitazioni che attraversano tutta Italia, da Torino a Napoli, continua la lotta”.

”Queste occupazioni” continua “si inseriscono in una lotta più ampia contro la scuola-caserma e contro le politiche imperialiste e razziste di questo governo. Sono lotte che nascono dal malcontento crescente tra gli studenti, che vivono ogni giorno in una scuola fatta di repressione, strutture fatiscenti, carenze strutturali, razzismo, sfruttamento. Mentre gli istituti cadono a pezzi e il diritto allo studio viene progressivamente smantellato, le risorse pubbliche vengono sottratte alla scuola per essere destinate al riarmo e alla militarizzazione. Sono 13 i miliardi di euro destinati a nuovi armamenti: uno schiaffo in faccia alle giovani generazioni, proprio mentre le scuole continuano a fare i conti con gravi carenze strutturali e materiali. E’ questo il futuro che ci stanno costruendo: di precarieta’ e guerra. Un futuro in cui agli studenti vengono negati gli strumenti per costruire una vita dignitosa, mentre si investe sempre di piu’ sulle armi”.