Protesta tir, Confcooperative : «A rischio cibo, fabbriche e posti di lavoro»
C’è voluta la minaccia degli scaffali vuoti nei supermercati per far accorgere tutti che i camionisti stavano protestando. Ora che la protesta blocca i tir e il cibo rischia di marcire nelle campagne e sui mezzi stessi, invece di finire nei carrelli della spesa, scatta improvvisamente l’allarme generale. Il settore agroalimentare è tra i più colpiti. Con i mezzi fermi, i prodotti deperibili andranno totalmente persi.
Il presidente Confagricoltura Campania, Fabrizio Marzano, afferma: “Siamo al fianco dei trasportatori e riconosciamo le ragioni delle loro proteste, ma non possiamo ignorare le pesanti conseguenze che questa situazione sta causando alle aziende agricole.
Dopo una stagione già difficile sul fronte climatico, oggi migliaia di prodotti rischiano di rimanere bloccati nelle aziende e andare perduti, mentre gli scaffali dei supermercati rischiano di restare vuoti“. “È una situazione paradossale, si rischia di buttare cibo mentre i consumatori potrebbero non trovarlo sugli scaffali.”
Confagricoltura chiede quindi “un intervento urgente della Regione e del Governo nazionale per tutelare anche le produzioni agricole e scongiurare ulteriori danni economici e sprechi alimentari”. La filiera del fresco non aspetta i tempi della politica. Frutta, verdura e pescato seguono i ritmi della natura: o arrivano subito sui banchi di vendita, o si trasformano in spazzatura e perdite economiche irrecuperabili. Il blocco dei trasporti è solo la punta dell’iceberg, i problemi e le difficoltà duravano già da mesi.
Come denunciano le associazioni di categoria, gli agricoltori e i trasportatori sono stati lasciati soli ad affrontare i rincari a catena guidati dall’instabilità geopolitica: non solo il gasolio, ma anche concimi, materie prime chimiche, plastiche e imballaggi. In merito interviene anche il Presidente di Unione Industriali Vittorio Genna, affermando che: “Se l’attuale condizione di sostanziale paralisi dei rifornimenti dovesse proseguire, diventerebbe estremamente complesso garantire il mantenimento degli attuali livelli produttivi, con inevitabili ripercussioni anche per i cittadini.
Anche il presidente Confcooperative agroalimentare e pesca della Campania Mariano Rago, interviene sulle proteste degli agricoltori e degli autotrasportatori nel Mezzogiorno, affermando: “Comprendiamo le ragioni della protesta, ma occorre garantire il passaggio dei prodotti deperibili”.
Il Sud doppiamente penalizzato, mentre nel Nord Italia e nel resto d’Europa i tir continuano a viaggiare, il Mezzogiorno subisce il colpo di grazia, perdendo quote di mercato e competitività. Non è solo una questione di frutta e verdura.

